A Cuma padelle antiaderenti antica Roma

Le raccomandava Apicio, ottantamila reperti studiati a Napoli

(ANSA) - NAPOLI, 5 FEB - Padelle antiaderenti raccomandate da Apicio, ricercatissime dai 'master chef' dell'età romana. Tanto da pretendere per i loro stufati solo le teglie con il fondo rosso, dette "cumanae testae", provenienti dalle rinomate officine di Cuma.
    "Il sogno di ogni archeologo delle ceramiche è trovare una discarica di questi materiali - racconta Marco Giglio, che da due anni con il gruppo dell'Università Orientale sta studiando 80mila reperti per ricostruire l'antesignana delle moderne padelle - ed è quello che ci è accaduto". A Cuma solo il 10% del territorio delle fabbriche è stato scavato, i reperti, tutti di età augustea tiberiana, provengono dalla zona a ridosso dello stadio e della porta settentrionale della città e dimostrano la presenza di importanti officine produttive attive almeno fino al II secolo dopo Cristo. Il fondo antiaderente era ottenuto grazie a un particolare rivestimento interno utile a creare una superficie spessa e liscia che evitava ai cibi cucinati di attaccarsi alle padelle.
   

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