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'Ndrangheta: tentata estorsione a ditta nel Reggino,arresti

'Ndrangheta

'Ndrangheta: tentata estorsione a ditta nel Reggino,arresti

Operazione Gdf coordinata da Dda, soggetti vicini a cosche

REGGIO CALABRIA, 27 aprile 2021, 09:15

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Tre persone ritenute affiliati alle cosche Libri e Morabito sono stati arrestati dalla Guardia di finanza per due tentate estorsioni ai danni di una ditta operante nel settore della manutenzione delle condotte idriche e del gas. L'operazione denominata "Pensierino" è scattata all'alba quando i militari delle fiamme gialle hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Vincenza Bellini su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri e del sostituto della Dda Sara Amerio nei confronti di Antonio Riccardo Artuso, di 44 anni, Vincenzo Serafino (56), e Bruno Scordo (38) questi ultimi due ai domiciliari.
    Il reato contestato è tentata estorsione pluriaggravata anche dal metodo e dall'agevolazione mafiosa. La tentata estorsione, secondo quanto emerso dalle indagini, si è consumata in due distinte occasioni, nella zona di Mosorrofa e Terreti.
    Particolarmente rilevante, secondo gli inquirenti, è la figura di Artuso ritenuto affiliato alla cosca Libri e già gravato da numerosi precedenti per associazione mafiosa, corruzione e stupefacenti. Uno spessore criminale simile a quello di Vincenzo Serafino, arrestato nell'anno 2010, quale affiliato alla cosca Morabito di Terreti, per essere stato tra i fiancheggiatori del boss Giovanni Tegano.
    Dalle indagini dei finanzieri, è emerso come la pretesa estorsiva non venisse esattamente quantificata dagli estorsori che si presentavano sui cantieri e presso la sede della ditta.
    Da qui il nome "Pensierino" che doveva essere dato nel periodo delle festività natalizie. Secondo la Dda, i due soggetti si presentavano nei cantieri della ditta impendendo agli operai presenti sul posto la prosecuzione dei lavori fin quando non avessero interloquito con i titolari dell'azienda a cui veniva avanzata la pretesa estorsiva. Si sarebbero dovuti "mettere a posto", in sostanza, "parlando con chi dovevano parlare".
   
   

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