Decapitati vertici 'ndrangheta Cosenza

Operazione interforze, 18 fermi emessi da Dda Catanzaro

(ANSA) - COSENZA, 13 DIC - Operazione di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza a Cosenza per l'esecuzione di un provvedimento di fermo emesso dalla Dda di Catanzaro nei confronti di 18 soggetti appartenenti ai due principali clan di 'ndrangheta operanti nella città di Cosenza.
    Per gli investigatori sono stati decapitati i vertici delle due principale cosche. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di omicidio, estorsione tentata e consumata, porto e detenzione abusivi di arma, ricettazione, spaccio di droga, usura e lesioni, tutti aggravati dalle modalità mafiose. E' l'omicidio di Luca Bruni, il presunto boss della 'ndrangheta cosentina scomparso il 3 gennaio 2012 ed il cui cadavere è stato trovato nel dicembre 2014, il delitto contestato ad alcune delle 18 persone fermate stamani nel corso dell'operazione interforze coordinata dalla Dda di Catanzaro contro boss e gregari delle due principali cosche di di Cosenza. Si tratta dei cosiddetti "italiani" e "zingari". Bruni, secondo gli investigatori aveva assunto un ruolo di vertice all'interno del proprio gruppo dopo la morte del fratello Michele, e stava tentando di organizzarsi per ampliare il raggio d'azione della propria cosca. Un tentativo che sarebbe stato in contrasto con gli accordi già stabiliti da un "patto" esistente tra "italiani" e "zingari". Nel corso delle indagini, gli investigatori della squadra mobile, del Nucleo operativo dei carabinieri e della Guardia di finanza di Cosenza avrebbero accertato numerosi casi di estorsione. Inoltre le cosche avrebbero avuto la disponibilità di armi alcune delle quali sequestrate nel corso delle indagini.
   

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