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Elezioni:flop Lega in Abruzzo, chieste dimissioni segretario

Elezioni:flop Lega in Abruzzo, chieste dimissioni segretario

Interviene Bellachioma, fondatore regionale partito

PESCARA, 27 settembre 2022, 16:53

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Ritengo necessario e oltremodo legittimo chiedere le dimissioni del segretario regionale della Lega Luigi D'Eramo, con relativo azzeramento di tutte le cariche regionali e provinciali, nonché della segreteria politica del partito e di ogni ulteriore vertice decisionale che ha contribuito a questa disfatta". A parlare è Giuseppe Bellachioma, fondatore del partito in Abruzzo, che si dice "addolorato per la perdita enorme di consensi in una regione governata con ben sette consiglieri (ne erano dieci originariamente), quattro assessori e presidenti di commissioni in quota Lega". Bellachioma, parlamentare uscente, aveva rinunciato a ricandidarsi alle politiche 2022.
    La Lega in Abruzzo ha raccolto l'8,28% di preferenze al Senato e l'8,05% alla Camera, perdendo così circa cinque punti percentuali rispetto alle Politiche del 2018, quando invece aveva ottenuto il 14,01% dei consensi al Senato e il 13,87% alla Camera.
    "Alla luce dei risultati della Lega Abruzzo ottenuti in occasioni delle recenti elezioni politiche nonché della mancata rielezione del segretario regionale Luigi D'Eramo - spiega in una nota - mi corre l'obbligo, in qualità di fondatore del partito, di richiamare tutti ad un atteggiamento di coerenza e di responsabilità. È necessario un cambio di passo ora e non più tardi, perché aver preso 8 %, dopo aver toccato vette inimmaginabili di consenso, può essere solo l'inizio della fine per la Lega in Abruzzo, tenendo ben presente che fra un anno e mezzo ricorrono le elezioni regionali e non è consentito a nessuno di finire a distruggere un patrimonio politico faticosamente costruito in un decennio prima di arrivare al 28% delle regionali e al 35% delle europee".
    Secondo Bellachioma la "Lega Abruzzo va riconsegnata ai bravi amministratori locali, ai sindaci, agli assessori e ai consiglieri, ma ancor di più va restituita ai militanti che hanno messo cuore e passione (e spesso anche denaro proprio) per dimostrare spirito di appartenenza ad un partito che non ha più un'anima, dilaniato da litigi, fuoriuscite, abbandoni e con una gestione discutibile anche per quanto riguarda le nomine ed incarichi regionali e decisioni politiche incomprensibili e scellerate". "Essere incapaci di gestire un gruppo non è una colpa, lo diventa se dalla incapacità poi non si genera l’ascolto, la considerazione, il coinvolgimento e l’allargamento del perimetro del partito verso chi è più competente, più forte e più solido elettoralmente. Anzi vi è stata in questi anni il tentativo di evitare di aprire e dare rilievo a costoro perché considerati un pericolo per chi pianifica di rimanere “padrone e sotto”, insieme a una cerchia ristretta di persone altrettanto incapaci sia nelle relazioni umane che in quelle politiche, ma pronti a far pesare il potere indiretto che deriva da essere nelle grazie del capo. A loro le responsabilità maggiori della mancata crescita ed anzi della vistosa sconfitta elettorale della Lega. Non c’è più tempo ed e’ finito un tempo. Ora occorre solo ritrovare il senso della partecipazione, della condivisione con la base e con i territori, della meritocrazia e della trasparenza, dell capacita di fare squadra nei comuni ed anche in Regione per il bene degli abruzzesi (basta litigi e guerre, occorre governare), ma soprattutto dell’orgoglio leghista. Chi lo e’ veramente leghista non può più stare a guardare questo disastro. Chi invece non lo e’ si faccia da parte e lasci il passo a coloro le cui voci e le cui azioni per troppo tempo sono state silenziate e bloccate. Da una pesante lezione si può e si deve ripartire ma con umiltà e coraggio, tornando tra la gente e facendo politica per la gente. Questo è l’unico modo che abbiamo per risorgere altrimenti il destino della Lega Abruzzo e’ segnato e tutto sarà destinato alla fine politica di un sogno che e’ stato interrotto a metà diventando poi, ahimè, il peggior incubo" conclude Bellachioma.
   

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