Camorra: giornalista scortata, combatto

Premio Borsellino a Marilena Natale. A Pescara incontra studenti

(ANSA) - PESCARA, 26 OTT - "Probabilmente io non vedrò la fine della Camorra, ma almeno ho provato a combatterla ed è meglio di tutti coloro che hanno scelto il silenzio".
    Parla così agli studenti la giornalista Marilena Natale, ex Gazzetta di Caserta, sotto scorta da due anni per le sue inchieste sul traffico di rifiuti della Camorra nella Terra dei Fuochi, nel corso dell' ultimo incontro con il 'Premio Borsellino', organizzato dall'Istituto Alberghiero Ipssar 'De Cecco' di Pescara, nell'ambito del XXIII Premio Nazionale 'Paolo Borsellino', alla vigilia della cerimonia di consegna dei riconoscimenti, domani a Pescara. Marilena Natale è tra i tre giornalisti che riceveranno il premio, insieme a Daniele Piervincenzi, che fu aggredito a Ostia e a Klaus Davi che, ha annunciato oggi nell'incontro con gli studenti, ogni martedì, nell'ambito della rubrica di Tgcom24, Fatti e Misfatti di Paolo Liguori, alle 13,30, racconterà storie dai territori come quella di Marilena.

"Nella borsa - ha raccontato Marilena Natale - ho sempre una copia della Costituzione Italiana e l'Agenda Rossa di Paolo Borsellino di cui leggo qualche frase ogni mattina e vado avanti. Sono sotto scorta dal 10 febbraio del 2017 ed è una tragedia per me, ho scritto 365 lettere al Prefetto, sono andata dall'ex sottosegretario Legnini, ho scritto al ministro Salvini, perché i 4 Carabinieri che mi seguono hanno 8 figli in tutto, se decideranno di uccidermi i 4 ragazzi si faranno uccidere per me, e io non posso portarmi questo peso, preferisco morire, ma dire sempre la verità per la mia terra". La sfida, ha incalzato Klaus Davi, "è quella di continuare a raccontare, ovviamente abbiamo paura, sarebbe da stupidi il contrario, ma continueremo a farlo sui giornali, in televisione, sul web, senza alcuna tregua". E rivolto agli studenti ha detto: "Bisogna sempre lottare, e purtroppo in questa generazione vedo molto impegno virtuale sui social, e poco a livello concreto. Dalle Istituzioni, invece, dobbiamo pretendere che si schierino. Il Premio Borsellino è nato per celebrare un magistrato ucciso perché all'epoca le Istituzioni non sono state chiare".

In sala alcune classi dell' Istituto Alberghiero, dell'Istituto Comprensivo Pescara 7 e del Liceo Scientifico 'Da Vinci', e molti ospiti tra cui il Questore Francesco Misiti, il Comandante Domenico Candelli dei Nas, il Comandante Giancarlo D'Amato dei Carabinieri-Forestale, l'ex presidente della Provincia Antonio Di Marco, presidente dei Borghi più Belli d'Italia, l'ex provveditore agli Studi Nino Santilli, gli ex Prefetti di Pescara Vincenzo D'Antuono e Giustino Di Santo e Annamaria De Rita, presidente dell' associazione Nazionale Cavalieri della Repubblica Italiana. A moderare i lavori la dirigente dell'Istituto Alberghiero Ipssar 'De Cecco' Alessandra Di Pietro, organizzatrice dell' iniziativa. "Il Premio Borsellino - ha ricordato la dirigente Di Pietro - ha dato ai nostri studenti la possibilità di incontrare esponenti delle Forze dell'Ordine, del giornalismo, della magistratura, che vivono la propria professione come impegno civile e l'incontro odierno con Marilena Natale e Klaus Davi rappresenta un importante momento di confronto con giornalisti che raccontano la mafia moderna legata a problemi ambientali, all'inquinamento della nostra vita, una mafia che ci rende meno liberi e meno consapevoli dei nostri diritti. Libertà invece significa poter scegliere cosa pensare e come agire, significa fare scelte chiare sulle opzioni di fondo su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, fare scelte sui valori". Durante l'incontro anche la lettura di alcuni brani della Costituzione e di Orwell da parte del docente e attore Edoardo Oliva. "Se i padri Costituenti hanno previsto l'articolo 21 - ha concluso poi Navarra - è per sancire un principio che non c'era: mio padre dovette emigrare per le sue idee politiche".

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