Al MuMi il 13 'Lo snodo della modernità'

Antonio Zimarino spiega 'Arte e pittura al passaggio del '900'

(ANSA) - FRANCAVILLA AL MARE (CHIETI), 10 GEN - "Lo snodo della modernità - Arte e pittura al passaggio del '900" è l'appuntamento in programma al Museo Michetti (MuMi) di Francavilla al Mare sabato 13 gennaio: nella Sala delle Tele, dalle 17.30, a parlare di contesto e cultura artistica tra Otto e Novecento sarà il critico d'arte Antonio Zimarino che accompagnerà i presenti nella rivalutazione di esperienze poco conosciute dell'epoca. L'introduzione è affidata al presidente della Fondazione Michetti Carlo Tatasciore. Gli appuntamenti di approfondimento e formazione, organizzati al MuMi nel 70/o anniversario del Premio Michetti (1947-2017), prevedono il 20 gennaio incontro con Renato Barilli su "Che cosa dobbiamo intendere per arte contemporanea" e domenica 28 gennaio (ore 18) concerto del quintetto Imago con musiche di Vivaldi, Giuliani, Bartók e Boccherini, a chiusura della mostra 'Fantasmi di luce.
    Estetiche visionarie da Michetti al presente', curata da Silvia Pegoraro.

L’incontro di sabato 13 vuole riflettere su alcuni momenti fondamentali dell’arte tra ‘800 e ‘900, tentando di mostrare quanto fosse notevole la qualità della produzione pittorica del tempo e quanto sia utile oggi per spiegare una serie di passaggi culturali, filosofici artistici espressi poi nelle problematiche delle arti del ‘900. Di quell’epoca si conosce solo una produzione definita dalle normali narrazioni della storia dell’arte “impressionista”, ma tale definizione appare da un lato insufficiente a esprimere qualità e specificità di molti pittori genericamente definiti tali, e dall’altro, il suo successo “commerciale” ha finito per oscurare la conoscenza di moltissimi altri artisti di qualità eccezionale che non potevano essere catalogati dentro quella definizione o che propongono altri modi di concepire l’immagine e l’arte altrettanto significativi quanto quelli identificati nel generico termine “impressionismo”.

Zimarino guiderà "alla scoperta di ciò che lega la 'pittura di storia e letteratura', l’Orientalismo con il Realismo esistenziale e sociale della seconda metà dell’Ottocento - spiega il critico - in un processo creativo che ha preparato ai cambiamenti culturali dei primi del Novecento. Emile Friant, Gustave Calleibotte, Thomas Wilmer Dewing, Léon_Augustin L'Hermitte, Frits Thaulow, Anders Zorn, Robert Swain Gifford, Henri Fantin-Latour, Pierre Puvis de Chavannes, Jean Dagnan-Bouveret, John Singer Sargent, Charles Sprague Pearce e altri artisti poco conosciuti o dimenticati gettano una luce completamente diversa sia sugli sviluppi culturali del periodo sia sulla reale qualità dei più conosciuti e celebrati autori del tempo, quali Monet, Degas, Renoir, Tolouse-Lautrec, Seurat, Cézanne, Van Gogh".


   

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