• Covid: studio su farmaci per il tumore seno contro il virus

Covid: studio su farmaci per il tumore seno contro il virus

Indagine Vimm Padova-Ior Bellinzona su 51.600 donne venete

(ANSA) - PADOVA, 16 FEB - I farmaci "Serm" (Modulatori Selettivi del Ricettore Estrogenico) utilizzati nella cura contro il tumore al seno sarebbero efficaci nel contrastare l'infezione da SARS-CoV-2 e il successivo sviluppo del virus. Il dato emerge da uno studio condotto dalle ricercatrici Monica Montopoli (VIMM-Università di Padova) e Arianna Calcinotto (IOR di Bellinzona) su una popolazione femminile di 51.060 donne testate per l'infezione in Veneto.
    Lo studio è stato pubblicato dalla rivista "Annals of Oncology" ed è il risultato della stretta collaborazione tra il VIMM-Università di Padova, il Registro Tumori Veneto e lo IOR di Bellinzona. Una precedente ricerca svolta dal VIMM lo scorso anno aveva dimostrato che i pazienti affetti da cancro alla prostata, trattati con terapie di deprivazione androgenica (Adt), presentavano un minor rischio di infezione e di sviluppo del Covid-19 rispetto a quelli non trattati.
    Indagando l'influenza degli ormoni sessuali nel decorso del Covid-19, e del loro ruolo nella regolazione del sistema immunitario e nelle diverse proteine coinvolte nell'infezione da Sars-Cov-2, come ACE2 e TMPRSS, nel campione delle donne testate è stata notata una ridotta prevalenza di infezione in pazienti affette da tumori ormono-dipendenti in terapia Serm; lo studio suggerisce pertanto un effetto "off-target" giocato questi farmaci, che comporterebbe un'alterazione nel meccanismo di fusione tra il virus e la cellula ospite, e ne individua un possibile utilizzo clinico nel trattamento dei pazienti Covid-19.
    Questo risultato, in linea con la recente scoperta sviluppata dal consorzio pubblico privato "Exscalate4CoV", finanziato dalla Commissione Europea con il bando Horizon 2020 e che prevede un'efficacia del raloxifene quale potenziale farmaco contro il Covid-19, andrà ulteriormente convalidato in una coorte più ampia di donne infette, e corretto in base a più variabili.
    "Il risultato che abbiamo ottenuto - commenta Montopoli - seppur richieda un campione più ampio e ulteriori studi molecolari per far luce sul meccanismo e sull'effetto protettivo osservato nelle donne sotto trattamento con Serm, individua una nuova e possibile strada per prevenire o attenuare gli effetti del virus". (ANSA).
   

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