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Ferrari, si lavora al dopo-Montezemolo

Ferrari, si lavora al dopo-Montezemolo

Se il n.1 dovesse lasciare, per Maranello si profila l'anno zero

ROMA, 09 settembre 2014, 20:21

Redazione ANSA

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L 'ingresso dello stabilimento Ferrari di Maranello (Modena) - RIPRODUZIONE RISERVATA

L 'ingresso dello stabilimento Ferrari di Maranello (Modena) - RIPRODUZIONE RISERVATA
L 'ingresso dello stabilimento Ferrari di Maranello (Modena) - RIPRODUZIONE RISERVATA

L'addio di Stefano Domenicali, lo scorso aprile, non ha dato una svolta alla stagione della Ferrari, partita male con una F14T palesemente inferiore alle avversarie, ma con il passare dei mesi il nuovo team principal, Marco Mattiacci, e gli interventi sul settore tecnico non hanno cambiato le cose. Ora il disastro di Monza, doloroso quanto annunciato, si è combinato con l'affondo dell'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, nei confronti del presidente Luca di Montezemolo, aprendo scenari non inattesi ma comunque al momento di difficile lettura. Un possibile anno zero che coinvolge non solo i vertici della società, ma anche la scuderia, compresi tecnici e piloti.

I meriti passati e gli eccellenti risultati della fabbrica non dovrebbero bastare per salvare Montezemolo, visto il cambio di strategia sulla Ferrari che pare abbia deciso Marchionne (quotare il gioiellino di casa), molto deluso peraltro dai flop della Rossa in pista. Ad assumere il ruolo di n.1 potrebbe essere lo stesso manager italo-canadese, il quale però non ha certo la sensibilità e la passione dell'attuale presidente nel seguire le sorti sportive del Cavallino. La patata incandescente è nelle mani di Mattiacci che, catapultato all'improvviso tra cordoli e pit stop, ha cominciato ora a preparare il rilancio che prevede, a suo dire, una strategia triennale. Non è detto però che avrà a disposizione tanto tempo, specie se non arriverà presto almeno un'inversione di tendenza nei risultati. Molto Mattiacci ha cambiato e sta cambiando tra i tecnici: via veri o presunti colpevoli, progetto 2015 affidato in toto a James Allison, caccia a nuove teste per sviluppare i sempre più complicati componenti di una monoposto di Formula 1. Se il settore tecnico di Maranello è già un mondo in evoluzione, c'è all'orizzonte, pur non immediato, anche la questione piloti.

Fernando Alonso appare indispensabile se si vuol risalire, ma se anche dice di voler restare quanto resisterà senza poter appagare la sua fame di vittorie? Kimi Raikkonen non ha dato l'apporto sperato e comunque lascerà a fine 2015. Anche su questo versante, quindi, c'è un dossier caldo che un eventuale nuovo n.1 di Ferrari dovrà aprire

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