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Ucraina: Zelensky chiede nuovo summit Mosca-Parigi-Berlino

'Pronti a prendere decisioni per mettere fine al conflitto'

Il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto la convocazione di un nuovo vertice con Francia, Germania e Russia per risolvere il conflitto in Ucraina. "E' tempo di concordare in maniera sostanziale la fine del conflitto e siamo pronti a prendere le decisioni necessarie durante un nuovo vertice dei leader dei quattro Paesi", ha detto Zelensky in una nota a seguito di un incontro con i diplomatici europei.

Sherman: 'Sulla Russia lavoriamo in parallelo con i partner' - Gli Stati Uniti sono impegnati a lavorare in parallelo con i nostri alleati e partner per sollecitare la de-escalation e rispondere alla crisi di sicurezza causata dalla Russia". Lo scrive su Twitter la sottosegretaria Usa Wendy Sherman, che oggi si trova a Bruxelles. Sherman ha poi incontrato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, "in vista del consiglio Russia-Nato di domani" ricordando "l'incrollabile" sostegno degli Stati Uniti all'Ucraina.

Ue: 'Siamo attori nella crisi ucraina, l'Europa non è assente' - "L'Unione Europea sostiene l'Ucraina in questa crisi in molti modi, sia sul fronte dell'energia, sia sostenendo la sua economia, sia con la sua politica di sanzioni nei confronti della Russia. Sia la presidente che l'Alto rappresentante sono stati in visita in Ucraina e la nostra posizione è che l'Europa, anche attraverso i suoi stati membri, è già uno degli attori coinvolti nella questione della crisi e continuerà ad esserlo". Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea rispondendo a una domanda sull'assenza dell'Europa dalle negoziazioni fra Usa e Russia.

Nyt, la Russia comincia a posizionare elicotteri - Il numero di soldati russi al confine con l'Ucraina è rimasto stabile nelle ultime settimane (circa 100 mila), nonostante le previsioni dell'intelligence Usa di un aumento, ma dirigenti americani contattati dal New York Times e protetti dall'anonimato affermano che il leader del Cremlino Vladimir Putin ha cominciato a fare alcuni passi per trasferire elicotteri militari in loco: un possibile segnale che i piani per un attacco continuano nonostante i colloqui in Europa con Usa, Nato e Osce. I russi avrebbero posizionato elicotteri da attacco e da trasporto che, insieme ai caccia per gli attacchi a terra, sarebbero un vantaggio cruciale per Mosca nel caso Putin decidesse di invadere l'Ucraina. Secondo le stesse fonti la variante meteo potrebbe incidere sui tempi di un eventuale blitz: finora in molte aree dell'Ucraina c'è stato un inverno più mite del solito e Putin potrebbe essere costretto a rimandare l'ipotetica offensiva finché il terreno, al momento ancora fangoso, non ghiaccia agevolando il movimenti di truppe e mezzi.

Khrushcheva, obiettivo di Putin non è invasione - Per Nina Khrushcheva (nipote del defunto ex presidente dell'Urss Nikita Krusciov), analista, scrittrice e docente di relazioni internazionali alla The New School University di New York l'ipotesi di un'invasione dell'Ucraina da parte della Russia non è credibile: "E' una tesi che rientra nella narrativa propagandistica anglosassone e di una parte dell'Occidente, molto semplicistica" spiega in un'intervista a La Stampa. Immaginiamo "che i russi entrino in Ucraina e si ritrovino contro quasi 45 milioni di persone da cui sono per la grande parte odiati, con un esercito regolare pronto a contrastarli e la resistenza armata dagli Usa determinata a rendere la trincea un inferno - aggiunge -. Cosa fanno? Devono mobilitare quasi tutte le forze che hanno a disposizione per sconfiggere gli ucraini. Ovvero un'invasione come quella della Germania nazista". Putin "non è certo un personaggio buono, gli piace il rischio, ma ogni rischio che lui prende è calcolato. Questo risponde a una serie di affermazioni che vengono fatte dall' Occidente e della stessa Ucraina, come l'allargamento della Nato ad Est, a cui risponde dando dimostrazione che è pronto a rispondere. Crea il caso come leva negoziale". L'amministrazione Usa invece "vuole dimostrare che sono pronti a punire Putin, a mettere a punto sanzioni e bastonare il Cremlino se sarà necessario. Il tutto per rafforzare la loro influenza, credo che sia 'policy', non farina del sacco di Joe Biden, ma di alcuni ambienti della Casa Bianca e dell' establishment politico".

   

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