Palmiro e lo (s)managment delle risorse

Strategie per una proficua convivenza tra capi e subalterni

 (ANSA) - ROMA, 4 MAG - ARDUINO MANCINI, 'PALMIRO E LO (S)MANAGEMENT DELLE RISORSE UMANE. TATTICHE DI SOPRAVVIVENZA AZIENDALE'.  Tutti, almeno una volta nella vita, siamo stati Palmiro. E c'è chi non smetterà di esserlo, per tutta la propria carriera lavorativa.  Comprendere chi sia e cosa faccia Palmiro è semplice, basta leggere le parole di Arduino Mancini, il manager e consulente che lo ha creato e che lo ha reso protagonista prima di un blog, e poi del libro-manuale "Palmiro e lo (s)management delle Risorse Umane. Tattiche di sopravvivenza aziendale", pubblicato da Edizioni Anteprima.

Palmiro, ci dice il suo autore, è "un personaggio che lavora nei ruoli più disparati e che tutti i giorni fa quello che può per superare le difficoltà che il ruolo gli chiede di affrontare". Si capisce subito che lui è uno di noi: ecco perché istintivamente fin dalle prime pagine del libro Palmiro ci è simpatico. Un aiuto arriva anche dal fatto che Mancini lo ha rappresentato graficamente in una serie di simpatiche e taglienti vignette (tutte poi corredate di brevi articoli), in cui, tra il serio e il faceto, vengono rappresentate alcune emblematiche situazioni che non di rado capitano mentre si è al lavoro. Già nell'introduzione l'autore spiega a cosa si andrà incontro nella lettura: una serie di capitoli per comprendere al meglio la gestione del personale sia dal punto di vista dei manager sia da quello dei loro subalterni. Si parte ovviamente dall'Italia, Paese in cui, secondo Mancini, è appropriato palare di "s-management", perché spesso la gestione delle risorse umane è appunto disfunzionale all'obiettivo di crescita dell'azienda.
 

Ma i temi legati al lavoro sono tanti: la motivazione (soprattutto quando manca), un aumento di stipendio, le dimissioni, il curriculum, le difficoltà delle donne a raggiungere posizioni di responsabilità. Ogni questione viene affrontata con un approccio pragmatico e pieno di buon senso, secondo una convinzione che davvero è impossibile non condividere: se da un lato i capi dovrebbero comprendere che investire sul Capitale Umano è garanzia di successo, i semplici lavoratori dal canto loro non dovrebbero mai rinunciare a investire su se stessi e sulla propria preparazione per essere davvero utili. Sembra facile a dirsi, ma la vita quotidiana di Palmiro non è poi senza insidie, anzi è davvero faticosa. E se l'ambiente professionale non lo valorizza, se deve affrontare un sovraccarico di lavoro o se non sempre riesce a gestire al meglio il rapporto con i colleghi (e con il capo), cosa fa il povero Palmiro? Niente paura, la soluzione arriva nell'ultimo capitolo, dove sono enunciate le tattiche di sopravvivenza, per gestire al meglio (e senza fare danni) le situazioni più critiche. Con queste premesse, e nell'attuale mondo del lavoro (dove il lavoro manca sempre più spesso e quello che c'è è in continua evoluzione), forse davvero converrebbe fare come Palmiro e dare più di un'occhiata al libro, sia che si comandi sia che si eseguano gli ordini: chissà, magari la strada per uscire dalla crisi potrebbe iniziare da qui. (ANSA).
   

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