Fresi, al Barlume giallo e commedia in pandemia

Due nuovi episodi l'11 e 18/1 su Sky Cinema e Now Tv

Non potremmo sentirla più vicina l'ottava stagione dei Delitti del Barlume, la serie crime/comedy diretta da Roan Johnson che trae ispirazione dal mondo dell'immaginaria cittadina toscana Pineta (si gira a Marciana Marina, sull'Isola d'Elba, ndr), nei romanzi di Marco Malvaldi (Sellerio Editore). Nelle due nuove storie, in prima tv l'11 e il 18 gennaio alle 21.15 su Sky Cinema Uno, disponibili anche on demand su Sky e in streaming su NOW TV, i personaggi, interpretati da un cast perfettamente in sintonia composto, fra gli altri, da Filippo Timi, Lucia Mascino, Alessandro Benvenuti, Stefano Fresi, Corrado Guzzanti, Atos Davini, Massimo Paganelli, Marcello Marziali, Enrica Guidi, si ritrovano ad affrontare la pandemia tra mascherine, videochiamate (anche per le partite a carte) e lockdown.

Ostacoli che non frenano comunque le indagini su nuovi crimini portate avanti (anche da casa) dal commissario Vittoria Fusco (Mascino) con il contributo più o meno richiesto del barista con un'attitudine a risolvere misteri Massimo Viviani (Timi). "Ritroviamo tutti costretti dalla situazione e non dice bene quasi a nessuno - spiega all'ANSA Stefano Fresi -. Con il mio personaggio, il povero Beppe, mi trovo nella convivenza forzata con quel pazzo furioso di Pasquali (Guzzanti) che gliene combina di tutti i colori. E anche i miei piani romantici con la Tizzy (Guidi) se la passano male".

Con la serie, produzione Sky Original coprodotta con Palomar, il regista Roan Johnson dimostra di essere "un dinamitardo coraggiosissimo - sottolinea l'attore -. Far entrare nelle storie l'emergenza covid è una decisione che ci riporta allo spirito della commedia all'italiana, quella di Monicelli, di Scola. Stiamo vivendo tutti la pandemia, perché non parlarne e non sfruttarla nel migliore dei modi. Rispettandola ma anche sdrammatizzandola un po'". Nell'ottava stagione al centro delle trame ci sono, nella prima puntata, Mare forza quattro, la morte di un pescatore dalla doppia vita e nella seconda, Tana libera tutti, la scomparsa di una giovane colombiana 'maestra' di spagnolo online di Pasquali. La forza delle storie di Malvaldi "è il grandissimo rispetto per il giallo. La trama è sempre credibile e parallelamente c'è un sapientissimo uso dell'ironia e del clima goliardico tipicamente toscano" aggiunge Fresi. Questa ottava stagione è stata una delle prime produzioni sul set dopo la fine del lockdown: "E' stata un'esperienza molto strana, non si sapeva bene cosa fosse un tampone, ne abbiamo fatti una cinquantina. Poi siamo abituati ad essere molto fisici, ad abbracciarci, e invece bisognava salutarsi 'a gomitate'. Noi attori almeno la mascherina potevamo toglierla sul set, i ragazzi della troupe dovevano tenerla anche per otto ore sotto il sole di luglio, e non era facile. Senza contare i costi enormi. I produttori hanno fatto miracoli per adeguarsi ai protocolli covid, in modo che si potesse andare avanti".

Fresi ama l'impegno con I delitti del Barlume, perché "vedi l'evolvere di una storia nel tempo. Per un attore è molto più interessante avere la possibilità di far vivere al tuo personaggio anche cambiamenti importanti caratteriali". In questa stagione vengono fuori ancora di più le dinamiche da 'strana coppia' tra Beppe e Pasquali: "E' tutto scritto in sceneggiatura, ma c'è uno spazio per l'improvvisazione - spiega - e a volte con Corrado è faticosissimo resistere per non scoppiare a ridere". Beppe vive il lockdown a fatica, il suo interprete invece l'ha passato "leggendo molto, ascoltando tantissimi dischi, e perdendo tantissimi chili. Ho tirato un po' i remi in barca e ho avuto la possibilità di stare molto di più con la mia famiglia".

Ora, però, per tutto il settore dello spettacolo e soprattutto per il teatro, la situazione è di profonda crisi: "La cosa che dispiace è che teatri e cinema avevano fatto, dal primo lockdown, un'operazione anche faticosa e costosa di adeguamento alle precauzioni, con biglietterie igienizzate, nuove disposizioni per il pubblico in sala... Nonostante questo ci hanno tenuto chiusi, poi vai in aereo e hai la gente in braccio. Ti fanno sentire il settore più sacrificabile tra i sacrificabili e invece la cultura è una medicina che ci ha aiutato molto in questi mesi".

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