Cultura
  1. ANSA.it
  2. Cultura
  3. Musica
  4. Stefano Lentini, Fury il nuovo cd

Stefano Lentini, Fury il nuovo cd

Dal 16 novembre l’ultimo lavoro dell’ autore di musiche per film e tv

(ANSA) - "Scuro, psichedelico, visionario, un percorso sul concetto di rabbia e furia nato da una circostanza personale.
    Non sono stato attento al mercato e ai generi. E' un punto di vista sul mondo in cui la rabbia viene sublimata e diventa creatività". Stefano Lentini, 43 anni, compositore romano autore di colonne sonore per film e serie tv, descrive così il suo ultimo lavoro "Fury" (Coloora records) in uscita il 16 novembre in Italia, Regno Unito e Stati Uniti. Il tredicesimo cd, il primo da solista, ha impegnato Lentini per un anno e mezzo ed è stato mixato a Londra da Geoff Foster, il mago dell' ingegneria del suono che ha collaborato tra gli altri con Sting e Pet Shop Boys e a film di successo come Dunkirk, i Pirati dei Caraibi e Interstellar. Le dodici tracce spaziano nell' indie-classic con puntate progressive ed echi di new age, in cui ai suoni campionati si sommano i timbri dell' orchestra sinfonica e del coro. La rivista Rolling Stones lo ha definito "un viaggio nei lati più oscuri della mente umana" Lentini, 43 anni, nel cd suona chitarra classica e acustica, basso, piano, tastiere e percussioni. Molti brani, dai ritmi ossessivi come il tango di Le Fleurs du Mal, mostrano una vena nervosa, rabbiosa appunto, che poi si apre a melodie più distese. E' una musica molto "visiva", evocatrice di immagini e stati d' animo, un mix ben riassunto dai due video ufficiali, Fury e Suite After the Furies. Come autore di musiche da film il giovane compositore ha scritto per registi come Wong Kar-Wai (The Grandmaster), firmato colonne sonore per Giacomo Campiotti (Bakhita, Braccialetti Rossi) e Carmine Elia (La Porta Rossa). "Il mio progetto solista - dice di Fury - è un modo alternativo di vivere la musica che chiamiamo classica. Non c'è nulla di classico in un violino e non c'è nulla di moderno in un sintetizzatore. La modernità e la classicità dipendono dall'attitudine". In questi mesi sta ultimando la colonna sonora della seconda serie di "La porta rossa" che sarà trasmessa in febbraio. Tra i suoi principali ispiratori cita il chitarrista folk inglese John Renbourn e Fabrizio De Andrè, Metallica, Chopin, Alan Parson. "Con il regista Giacomo Campiotti - sottolinea - ho avuto una opportunità pazzesca scrivendo musica per le prime tre stagioni di Braccialetti Rossi. E' stato importante fare qualcosa per gli altri. Molti ragazzi malati e i loro familiari ci hanno scritto per ringraziarci di aver trovato in quel 'lavoro politico' la forza di andare avanti"..
   

      RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

      Video ANSA



      Modifica consenso Cookie