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Cercas, a chi non ama i libri vorrei fare le condoglianze

Lo scrittore spagnolo, la letteratura un piacere come il sesso

(ANSA) - TORINO, 27 MAG - "La letteratura è un piacere come il sesso, ma anche una forma di conoscenza come il sesso. Quando qualcuno mi dice che non gli piace leggere mi viene da fargli le condoglianze". Lo ha detto lo scrittore spagnolo Javier Cercas che ha presentato al Circolo dei Lettori il suo nuovo libro 'Il castello di Barbablù', terzo episodio della saga di Melchor Marin dopo Terra Alta e Indipendenza. "Un quarto libro? Ci devo pensare, è difficile ma non lo escludo" ha risposto Cercas. "Questa trilogia - ha spiegato - nasce dalla voglia di reinventarsi, di dire cose nuove, di trovare in me stesso uno scrittore nuovo. La mia ambizione è quella di trovare tutte le persone che ci sono dentro di me e tutti gli scrittori.
    L'identità è una finzione". Cercas ha sottolineato che la sua idea non era quella di scrivere un giallo: "Tutti i miei libri in realtà sono gialli e tutti i libri che amo sono gialli. C'è un enigma e qualcuno che lo vuole decifrare. Qualcuno pensa che il giallo sia un genere minore, è un pregiudizio contro il quale non si può lottare, ma chi pensa questo non sa cos'è la letteratura". Cercas, intervistato dal suo traduttore Bruno Arpaja, ha osservato che "i libri salvano la vita. Non parlano di altro, ma di noi. Protagonista della letteratura è il lettore. Senza il lettore un libro è una lettera morta. Scrivere un romanzo è formulare una domanda complessa nel modo più complesso possibile e non rispondere in modo chiaro, ma in modo ambiguo". (ANSA).
   

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