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Libri, Taccone camoscio d'Abruzzo, uomo oltre il campione

Storia del ciclista abruzzese

(ANSA) - L'AQUILA, 11 FEB - FEDERICO FALCONE, 'VITO TACCONE, IL CAMOSCIO D'ABRUZZO' (RADICI EDIZIONI).
    "In alcune zone d'Italia, come Genova, in Campania ed Emilia Romagna è venerato come un dio, è quasi difficile capire che sia abruzzese", così Federico Falcone, il giornalista scrittore nel presentare il libro biografico "Vito Taccone, il camoscio d'Abruzzo" di Radici Edizioni.
    Il libro, sostenuto dall'assessorato allo Sport della Regione Abruzzo, fa parte della collana "Vite" di Radici Edizioni, giovane casa editrice abruzzese che ha l'obiettivo di valorizzare le personalità del territorio. Il volume è stato presentato alla Regione Abruzzo all'Aquila alla presenza di numerose personalità di istituzioni sportive: Federciclismo, Coni, Aquilotti.
    Vito Taccone, ciclista professionista nato ad Avezzano è stato protagonista di numerose vittorie e imprese nelle maggiori competizioni ciclistiche dal Giro d'Italia (8 tappe vinte), di Lombardia, varie classiche italiane e campionati internazionali.
    Taccone, ricordato per la sua personalità spiccata da abruzzese verace, è stato attivo nel mondo dello sport e della socialità fino alla sua scomparsa nel 2007.
    "Ho raccolto il calore delle testimonianze su Taccone, uomo e sportivo, per aiutare a riscoprire un personaggio e uno sportivo del nostro territorio. Un libro che racconta aneddoti divertenti e mostra uno sport popolare che ha fatto la storia dell'Italia.
    Sebbene fosse profondo oppositore del doping, quando è caduto nella tentazione lo ha ammesso pubblicamente. Taccone ha dato l'esempio di come al successo non si arrivi con le scorciatoie, ma con il lavoro costante. Un grande messaggio per i più giovani", conclude Falcone. "Con lui ho ho provato da giovane l'orgoglio di essere abruzzese" ha detto Enzo Imbastaro, presidente del Coni Abruzzo. "Quando Taccone partecipava come ospite fisso al processo alla Tappa di Sergio Zavoli, era un antesignano dell'informazione unita all'intrattenimento. Ha saputo creare un personaggio". "Questo libro parla di noi, del nostro sangue d'Abruzzo", ha detto Cristiano Taccone, figlio di Vito. "Ci rappresenta. Deve essere letto da genitori e figli insieme". "Chi non ha memoria, non ha futuro", ha detto Guido Quintino Liris, assessore regionale allo Sport. "Supportare questo progetto è stato doveroso. Il riconoscimento al grande campione popolare in tutto il mondo. Vito Taccone siamo noi!" .
    (ANSA).
   

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