Diventa un marchio il 'capra' di Sgarbi

Dalle tazzine alle magliette, alle sacche di tela per la spesa

(ANSA) - ROMA, 16 SET - In libreria, edito da Baldini+Castoldi, è già arrivato il 'Diario della Capra', per l'edizione 2020 -21 anche con le vignette disegnate da Staino.
    Ora il maniacale "capra capra capra" lanciato da Vittorio Sgarbi conto la vittima di turno diventa un marchio per tanti oggetti in vendita, dalle tazzine alle magliette, dalle agende alle sacche di tela della spesa. "Da oggi si può dire che Sgarbi si mette in vendita", commenta divertito il critico ferrarese, sottolineando che una parte del ricavato delle vendite sarà comunque destinato al finanziamento di borse di studio per studenti delle medie e delle superiori.
    Il progetto, nato da un'idea di Sabrina Colle e di Nino Ippolito, e coordinato da Beatrice Gigli, è nato dalla collaborazione con 'Ydeo', azienda specializzata nella progettazione e gestione di piattaforme di e-commerce e nella produzione di merchandising. "Mio malgrado, il capra capra capra rivolto alle vittime delle mie intemerate verbali, è diventato anche un segno distintivo, una sorta di richiamo nel quale si riconoscono le persone libere, anticonformiste, imprevedibili, direi anche ribelli, capaci di sorprendere - spiega Sgarbi -. Me ne sono reso conto durante le restrizioni della pandemia con una mascherina che riportava proprio una capra: in tanti me la chiedevano, tutti la cercavano. Ovviamente, non venderemo mai mascherine, ma i miei collaboratori mi hanno convinto della bontà di questo progetto che comunque serve a creare quel senso di appartenenza tra i miei sostenitori. Che sono in gran parte giovani".
    Tutti i prodotti si potranno comprare online su un sito dedicato. Sabrina Colle, che di Sgarbi è anche la compagna, precisa il senso dell'operazione: "Non parlerei di operazione commerciale - dice - piuttosto di una sorta di divertimento, visto che molti sostenitori di Vittorio alle fine di uno spettacolo, di una conferenza o anche solo incontrandolo per strada gli portano sempre qualcosa da firmare, fosse solo un tovagliolo del ristorante". (ANSA).
   

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