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Clima, per protesta contro inerzia Stati, si gettano nel laghetto dell'Eur

Clima, per protesta contro inerzia Stati, si gettano nel laghetto dell'Eur

I ragazzi di Extinction Rebellion si gettano nel laghetto dell'Eur, davanti al palazzo dell'Eni, per protestare contro l'inerzia degli Stati nella salvaguardia del clima

16 dicembre 2019, 12:27

Redazione ANSA

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Manifestazione di Extinction Rebellion a Roma contro il cambiamento climatico - RIPRODUZIONE RISERVATA

Manifestazione di Extinction Rebellion a Roma contro il cambiamento climatico - RIPRODUZIONE RISERVATA
Manifestazione di Extinction Rebellion a Roma contro il cambiamento climatico - RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli attivisti e le attiviste di Extinction Rebellion (XR) hanno dato vita ad una singolare azione di protesta simulando la morte drammatica per affogamento al laghetto dell’EUR, davanti al palazzo dell'Eni. «Questo è il presente e sarà il futuro per milioni di persone nel mondo se non agiamo ora per fermare il collasso climatico e ambientale che sta travolgendo il pianeta» dichiara il gruppo XR di Roma in una nota.

I giovani di XR chiedono al Governo di "agire ora e di dare immediata applicazione alla mozione che riconosce l’Emergenza climatica appena approvata dal Parlamento, affinché non rimanga un mero atto simbolico, eliminando sin da subito i sussidi pubblici all’industria del fossile che mette a repentaglio la vita umana".
«Non abbiamo più tempo. Per ottenere dai governi cambiamenti radicali sono necessarie azioni radicali -continua la nota di Extinction Rebellion Roma - siamo qui per denunciare l’immobilismo delle istituzioni e coinvolgere l’opinione pubblica su un problema drammatico che necessita un’azione immediata».
L’innalzamento del mare combinato con altri fenomeni climatici estremi, ricordano, "aumentano senza precedenti la frequenza di eventi catastrofici, determinando danni a persone, animali e a interi sistemi produttivi. Nel solo 2019 in Italia si sono registrati 1.543 eventi estremi, dato tra i più alti in Europa. Dal secondo dopoguerra al 2018 le calamità naturali, terremoti esclusi, sono costate all’Italia quasi 160 miliardi di euro. Nonostante questo, l’Italia spende più 18 miliardi di euro l’anno in sussidi ai combustibili fossili. Il Decreto Clima approvato comporta misure assolutamente insufficienti per mantenere il riscaldamento medio globale entro 1.5°C. La riduzione di emissioni pianificata porterebbe a un aumento di temperatura compreso tra 2 e 3°C, il doppio della soglia di sicurezza stabilita dall’accordo di Parigi. Oltre 1 miliardo di persone che, nel mondo, vive vicino alle coste sarebbe costretto ad abbandonare la propria casa divenendo a tutti gli effetti migrante climatico. In Europa si stimano circa 86 milioni di persone a rischio. In Italia, così come nel resto della fascia mediterranea, il 70% della popolazione vive nella zona costiera. l’Italia inoltre si sta scaldando più velocemente della media globale e di altre terre emerse del pianeta. Nel 2018 ha raggiunto un nuovo record di temperatura media annuale con +1.71°C. Venezia, il Polesine, con il delta del Po e parte della pianura padana rischiano di scomparire a causa del surriscaldamento del pianeta. Per porre fine a questo drammatico stato di cose, Extinction Rebellion chiede con forza ai governi: "1. VERITÀ SULLA SITUAZIONE Che il governo dichiari l’emergenza climatica e ecologica e informi compiutamente la popolazione sul collasso climatico in corso. 2. AZIONE IMMEDIATA Che si fermi la distruzione degli ecosistemi e della biodiversità e si portino allo zero netto le emissioni di gas serra entro il 2025; 3. OLTRE LA POLITICA Che il governo costituisca e sia guidato dalle decisioni di un’assemblea di cittadini/e sulle misure da attuare e sulla giustizia climatica ed ecologica".

 

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