Sardegna

Operatori spettacoli, "ci servono 2 mln per andare avanti"

Sit-in sotto Consiglio regionale, chiedono fondi nella Omnibus

C'è l'accordo in Consiglio regionale per stanziare nella legge omnibus, a favore degli operatori degli spettacoli dal vivo, due milioni di euro in aggiunta alla dotazione di 7 milioni già prevista nella finanziaria tecnica di febbraio. Una delegazione de lavoratori scesi in piazza questa mattina è stata ricevuta dal presidente dell'Assemblea Michele Pais e dai capigruppo che hanno offerto ampie rassicurazioni in questo senso. Gli operatori erano stati già tranquillizzati dall'assessore della Cultura Andrea Biancareddu che, incontrandoli, aveva già preso l'impegno a inserire i due milioni nella Omnibus. Il Consiglio ha anche rassicurato per quanto riguarda i bandi relativi agli spettacoli dal vivo, che potranno riprendere dopo la lunga pausa forzata dovuta alle restrizioni collegate alla pandemia.

LA PROTESTA SOTTO IL CONSIGLIO REGIONALE - Chiedono uno stanziamento aggiuntivo di due milioni di euro dopo che nel 2021, a causa delle restrizioni legate alla pandemia, hanno perso in media il 70% dei ricavi. Sono gli operatori degli spettacoli dal vivo, oggi in piazza sotto il Palazzo del Consiglio regionale dove entro le 13 tutti i gruppi politici dovranno depositare gli emendamenti alla legge omnibus approdata ieri in Aula. Nel testo con la variazione di Bilancio da trecento milioni non c'è traccia di queste istanze. Ora, gli organi professionali della musica, del teatro e della danza auspicano che le risorse in più per andare avanti siano indicate in una delle circa 300 proposte di modifica che saranno presentate da opposizione e maggioranza.

"Il settore dello spettacolo ha pagato più di altri questa emergenza sanitaria - spiega all'ANSA uno dei portavoce del Cuss (Coordinamento unitario dello spettacolo dal vivo della Sardegna) Marco Benoni - lo abbiamo fatto con grande senso di responsabilità considerato che le chiusure erano necessarie, ma mediamente gli organismi hanno avuto una riduzione di ricavi del 70% rispetto agli anni scorsi e nonostante questo nella Finanziaria tecnica di febbraio la Regione ha stanziato meno risorse delle annate precedenti, con la promessa di rimpinguare il capitolo di spesa per gli operatori dello spettacolo alla prima occasione utile, quindi nella variazione di bilancio".

Ora, continua, "siamo a ottobre e nella legge omnibus non è previsto alcun intervento integrativo". Benoni chiarisce anche che il coordinamento chiede i due milioni per tutti i 124 organismi professionali che comprendono più di 4.200 lavoratori. L'obiettivo è "riuscire a chiudere in modo sano quest'anno così critico".

Stefano Ledda è un operatore del Teatro del Segno e dirige nel rione di Is Mirrionis a Cagliari il progetto "Teatro senza Quartiere". "Senza queste risorse avremmo un problema serio - denuncia - è vero che la capienza delle sale è tornata al 100%, ma il pubblico ha paura e i proventi della bigliettazione sono inferiori: prima della pandemia avevamo 100 spettatori a sera, ora abbiamo riaperto la stagione e ne abbiamo 70". Quindi, "se vengono a mancare le risorse a sostegno di questa attività rischiamo di diminuire la progettazione del prossimo anno. Ma io credo che proprio ora - chiarisce - il nostro lavoro sia importante perché le comunità si riuniscono anche attraverso la condivisione di uno spettacolo".

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