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Mela Rosa Sibillini in letteratura scientifica con Unicam

Mela Rosa Sibillini in letteratura scientifica con Unicam

Varietà antica, ricca di fruttosio, potassio e boro

CAMERINO (MACERATA), 11 febbraio 2019, 18:26

Redazione ANSA

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Le qualità dei fitonutrienti della Mela Rosa dei Monti Sibillini, uno dei prodotti gastronomici tradizionali più importanti delle Marche e riconosciuto dal 2000 quale presidio Slow Food, sono oramai entrati di diritto nell'editoria accademica grazie ad uno studio dell'Università di Camerino, coordinato dal prof. Filippo Maggi della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute intitolato "Characterization of nutrients, polyphenols and volatile components of the ancient apple cultivar 'Mela Rosa dei Monti Sibillini' from Marche region, central Italy", recentemente pubblicato nella rivista International Journal of Food Sciences and Nutrition. Lo studio sul frutto, conosciuto fin dai tempi degli antichi Romani, "è il risultato di un anno di ricerche - spiega Maggi - condotte all'interno del dottorato in Pharmaceutical Sciences dal titolo 'I fitonutrienti della mela rosa dei Monti Sibillini: aspetti fitochimici e proprietà salutistiche', finanziato da Unicam, Regione Marche e Bacino Imbrifero Montano del Tronto e condotto su campioni prodotti nel territorio del Comune di Montedinove (Ascoli Piceno) e che ha visto anche la collaborazione di ricercatori delle Università di Padova e Milano". La mela rosa è una delle varietà più antiche delle Marche, coltivata nella fascia collinare pedemontana tra 400 e 900 m e riconoscibile per le piccole dimensioni (peso medio 120 g), la forma irregolare (leggermente schiacciata), il colore verdognolo con sfumature dal rosa al rosso violaceo e all'arancio, il profumo intenso e aromatico e il sapore acidulo e zuccherino. Lo studio di Unicam ha permesso di certificare le sue peculiarità nutrizionali e fitochimiche attraverso la caratterizzazione dei macro e micronutrienti, composti bioattivi e volatili. "La mela rosa si è rivelata, in particolare - aggiunge il prof. Maggi - un'ottima fonte di fruttosio, lo zucchero indicato per chi soffre di diabete, di potassio, un elemento essenziale per la buona salute dell'apparato cardiovascolare, di boro, un elemento importante per la costituzione del tessuto osseo e il mantenimento delle funzioni cerebrali, di polifenoli e di terpenoidi. A queste sostanze sono attribuite importanti attività farmacologiche quali quella antiossidante, antitumorale, antidiabetica, antiinfiammatoria e neuroprotettiva. Infine l'aroma del frutto è dato principalmente dalla produzione di esteri e di un terpene a livello della buccia". I risultati dello studio consentiranno di certificare da un punto di vista scientifico il prodotto in termini di componenti bioattive e non, in modo da incentivarne la coltivazione, il consumo, la commercializzazione e l'applicazione nei settori cosmetico, farmaceutico e degli integratori alimentari. Il fine è anche quello di contribuire al riconoscimento come prodotto Dop, che ne tuteli l'origine e la produzione nel territorio di riferimento.

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