Covid: contagi stabili, 1.766, ma 20 mila tamponi in meno

Le vittime sono 17. Piccoli lockdown locali in alcuni Comuni della Sardegna. Sileri, aumento casi molto lento

Redazione ANSA ROMA

Per il viceministro della Salute Roberto Sileri "in Italia i casi di Covid aumentano molto lentamente e la nostra situazione è migliore rispetto agli altri paesi europei"; "il sistema non è sotto pressione", assicura l'esponente M5S. I numeri sembrano dargli ragione - oggi i contagi restano sotto quota 1.800, ma con circa 17 mila tamponi in meno di ieri, e 17 vittime come il giorno precedente -, eppure si affacciano le chiusure a livello locale, piccoli lockdown come in alcuni paesi del Nuorese, in Sardegna. E il presidente della Campania Vincenzo De Luca, che ha minacciato una quarantena generalizzata se la curva continua a salire, impone test obbligatorio all'aeroporto di Napoli per chi torna dall'estero, mentre in Sicilia una nuova ordinanza del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci impone fino al 30 ottobre l'uso obbligatorio delle mascherine fuori casa se si è tra estranei, registrazione e tamponi rapidi per chi proviene dall'estero, controlli periodici sul personale sanitario e sui soggetti cosiddetti fragili, oltre ai divieti di assembramento.

Dal bollettino del ministero della Salute emerge che si sono registrati 1.766 nuovi casi nelle ultime 24 ore, a fronte del 1.869 di ieri. I morti di coronavirus con quelli odierni sono un totale di 35.835. Il numero complessivo dei contagiati, comprese vittime e guariti, sale a 309.870. Solo la Valle d'Aosta fa registrare zero nuovi casi. Gli attualmente positivi sono 1.025 in più rispetto a ieri, i dimessi e guariti 724 in più. I pazienti in terapia intensiva sono 7 in più per un totale di 254 (secondo il viceministro Sileri però anche i ricoveri in rianimazione "aumentano molto lentamente, sono ancora pochi"). I ricoverati con sintomi salgono a 2.846 (+100), le persone in isolamento domiciliare sono ora 46.518 (+918).

Tra le regioni con nuovi casi in testa la Campania con 245, poi la Lombardia 216, quindi il Lazio 181, spicca la Sardegna che ne fa registrare 139 in più. E proprio nell'isola, passata da Covid free virtuale all'estate angosciosa dei positivi della movida, si susseguono le chiusure a livello locale. Dopo Orune, il paese di 2.300 abitanti in semi-lockdown per l'impennata di infetti, nel Nuorese ora a preoccupare è Gavoi, comune poco più grande, che oggi registra 12 nuovi positivi, che diventano complessivamente 27. Troppi per il sindaco Giovanni Cugusi che ha postato su Facebook le sue raccomandazioni ai cittadini prospettando la possibilità di un semi-lockdown. Sarebbe il terzo comune in Sardegna a subire pesanti restrizioni: oltre a Orune, c'è Aidomaggiore nell'Oristanese che ha subito una chiusura totale.

 

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