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A Modena il primo trapianto di fegato con robot in Italia

A Modena il primo trapianto di fegato con robot in Italia

E' il terzo caso al mondo. Donini: "risultato straordinario"

BOLOGNA, 14 marzo 2024, 13:35

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

Al Policlinico di Modena è stato eseguito il primo trapianto di fegato con tecnica completamente robotica in Italia. Si è trattato del terzo caso al mondo, dopo Washington e Lisbona. L'intervento mini-invasivo, durato 10 ore, è stato svolto lo scorso 20 febbraio dall'equipe del prof.
    Fabrizio Di Benedetto, docente Unimore, direttore Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di fegato del Policlinico, su un paziente di 66 anni affetto da tumore, dimesso dall'ospedale dopo soli quattro giorni dall'operazione; ora sta bene. Sempre al Policlinico nelle settimane successive ne sono stati eseguiti altri tre, tutti su pazienti con tumore al fegato o cirrosi epatica, tra i 50 e i 60 anni.
    Il primo trapianto totalmente robotico è stato illustrato nella sede della Regione Emilia-Romagna dall'assessore regionale alla sanità Raffaele Donini, dal dg dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena Claudio Vagnini, il rettore dell'Università Carlo Adolfo Porro, dal sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli e da Di Benedetto.
    "Un risultato straordinario, che conferma l'eccellenza della rete trapiantologica e della sanità pubblica dell'Emilia-Romagna - sottolinea Donini - Non è stato un caso isolato, è un programma che vogliamo portare avanti, investendo nella tecnologia robotica". Il robot in sala operatoria è guidato passo passo dalle mani esperte dei chirurghi adeguatamente formati. Si esegue una piccola incisione di 10 cm attorno all'ombelico per rimuovere il fegato malato e alloggiare il nuovo fegato donato.
    "Sono grandissimi i vantaggi di questa tecnica - spiega Di Benedetto - a partire da una degenza molto breve, in media ridotta di un terzo rispetto ai trapianti classici; inoltre si ha assenza di dolore post-operatorio. Il paziente si riprende prima perché il robot si muove in modo più delicato, non si manipolano mai con le mani gli organi, come fosse un pianista che suona".
    L'obiettivo è di eseguire con tecnica robotica l'8-10% dei trapianti di fegato annuali: nel 2023 il Centro Trapianti di Modena con 150 interventi è stato il secondo polo italiano dopo Torino.
   

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