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Maxi studio individua nuove cause genetiche di rischio ictus

Maxi studio individua nuove cause genetiche di rischio ictus

Analisi su Dna mezzo mln persone, triplicato numero fattori noti

ROMA, 29 marzo 2018, 15:20

Redazione ANSA

ANSACheck

Maxi studio individua nuove cause genetiche di rischio ictus - RIPRODUZIONE RISERVATA

Maxi studio individua nuove cause genetiche di rischio ictus - RIPRODUZIONE RISERVATA
Maxi studio individua nuove cause genetiche di rischio ictus - RIPRODUZIONE RISERVATA

Uno studio internazionale su campioni di Dna appartenenti a oltre mezzo milione di individui provenienti da tutto il mondo ha identificato 22 nuovi fattori di rischio genetici per l'ictus. Pubblicato su Nature Genetics, è il più grande studio genetico in materia.
    L'ictus è un danno cerebrale che colpisce ogni anno circa 15 milioni di persone nel mondo, provocandone la morte di circa 6,7 milioni. Si verifica quando l'ostruzione o la rottura di un'arteria interrompe l'afflusso di sangue al cervello. Ha più cause, ma i geni sottostanti sono in gran parte sconosciuti.
    Precedentemente, meno di 10 fattori di rischio genetici erano stati identificati, mentre questo studio su larga scala fornisce nuove informazioni sulle possibili cause. Un consorzio di ricerca internazionale ha studiato 521.612 individui da tutto il mondo, di cui 67.162 che avevano avuto un ictus. Hanno così scoperto 22 nuovi loci genetici (ovvero posizioni di determinati geni sul Dna) collegati alla malattia, triplicando così il numero di fattori di rischio genetici già noti e portando il totale a 32. Sono state trovate variazioni genetiche condivise con malattie vascolari, (alta pressione e tromboembolia) e altre non associate a condizioni di salute che predispongono alla malattia.
    "L'identificazione di regioni genetiche fortemente correlate all'ictus aumenterà i potenziali farmaci bersaglio", commenta Sudha Seshadri, direttore fondatore del Glenn Biggs Institute per l'Alzheimer dell'University of Texas Health Science Center at San Antonio. "Comprendere questi nuovi fattori di rischio dovrebbe anche permetterci di trovare nuovi trattamenti per la demenza, che in molti casi può esser causata dall'ictus". I risultati possono infine costituire "un primo passo verso lo sviluppo di trattamenti più personalizzati", afferma la coautrice dello studio Christina Jern, docente all'Sahlgrenska Academy della Gothenburg University, in Svezia.
   

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