Barriere e soluzioni per l'emicrania cronica

Appuntamento su zoom martedì 14 dicembre alle 15

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 13 DIC - L'emicrania cronica colpisce il 2% della popolazione e si presenta come un serie continua di crisi severe di cefalea intervallate da giornate di dolore di media intensità, rendendo di fatto la vita di chi ne è colpito un giornaliero calvario. La risposta immediata del paziente è di utilizzare in modo compulsivo l'analgesico, il più potente in dosi sempre maggiori, rendendo l'emicrania cronica impermeabile alle normali terapie di prevenzione degli attacchi dolorosi.
    L'accesso alle cure è oggi di facile eseguibilità essendoci dislocati sul territorio nazionale tantissime strutture pubbliche dedicate alle cefalee che possono prendersi carico di questi "pazienti difficili". Esistono però ancora delle barriere culturali di non conoscenza da parte dei pazienti dell'esistenza di terapie di prevenzione innovative ed altamente efficaci, quali la tossina botulinica e gli anticorpi monoclonali, che riescono in breve tempo a ridurre l'intensità, la frequenza e tutta la serie di sintomi di accompagnamento al dolore tipici di questo stato perenne di disabilità personale e sociale. La soluzione all'emicrania cronica viene inoltre inficiata da alcune barriere strutturali come l'accesso improprio, in termini di pazienti non cronici, ai Centri Cefalee di Alta Specializzazione che intasando di fatto i vari sistemi unici di prenotazione regionali rendono complicato l'accesso prioritario di pazienti con la forma cronica di emicrania alle cure più innovative ed efficaci. La soluzione a ciò potrebbe essere rappresentata da un filtro di selezione all'accesso per i pazienti con emicrania cronica effettuato dalla medicina di base o dalla medicina del territorio garantendo l'accesso alle cure avanzate a questa specifica categoria di malati.
    Di questo si parla al nuovo appuntamento organizzato alla Sapienza Università di Roma (Link Zoom aperto: https://uniroma1.zoom.us/j/81895499383) martedì 14 dicembre alle 15 con gli esperti Paolo Martelletti, dell'Università Sapienza di Roma, Licia Grazzi dell'Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, Silvia Benemei dell'Università di Firenze, Piero Barbanti dell'Università San Raffaele di Roma e Vittorio di Piero dell'Università Sapienza di Roma. (ANSA).
   

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