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Balzo vendite auto, ma livelli precrisi ancora lontani

Balzo vendite auto, ma livelli precrisi ancora lontani

In Ue a ottobre +14%,Stellantis +10.8%.Quota elettriche al 15,2%

TORINO, 21 novembre 2023, 18:05

Amalia Angotti

ANSACheck

© ANSA/EPA

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 Il mercato europeo dell'auto cresce per il quindicesimo mese consecutivo, anche se i livelli precrisi restano ancora lontani. Le immatricolazioni nell'area Unione Europea, Efta e Regno Unito - secondo i dati dell'Acea, l'associazione dei costruttori auto europei - sono state a ottobre 1.039.253, il 14,1% in più dello stesso mese del 2022.
Nei primi dieci mesi del 2023 sono state vendute 10.722.930 auto, con un incremento del 16,7% su gennaio-ottobre dell'anno scorso.
Ma il Centro Studi Promotor spiega che le immatricolazioni non fanno ancora registrare i numeri del 2019: nei primi dieci mesi del 2023 si registra infatti un calo del 19,6%. E se il tasso di crescita non cambierà, quest'anno si chiuderà a quota 13.171.858 e quindi su un livello decisamente inferiore a quota 15.805.658 del 2019, che resta il traguardo da raggiungere per ritenere superata la crisi apertasi con la pandemia.
Prosegue invece il cammino delle auto elettriche. La quota, che era del 12,2% nei primi dieci mesi del 2022, è salita al 15,2% nello stesso periodo del 2023, con forti differenze tra i Paesi: si passa, infatti, dall'83,5% della Norvegia al 2,5%. La quota più alta è della Germania con il 18% del totale, seguita dal Regno Unito con il 16,3%, dalla Francia con il 16% e a grande distanza dalla Spagna con il 5%. L'Italia resta ferma al 3,9%.Per la prima volta, spiega l'Acea, la percentuale di immatricolazioni di auto elettriche ha superato la quota delle diesel (10,6%), grazie anche a incentivi generosi e alla spinta, sulle auto elettriche, delle flotte aziendali.
"Anche in Italia vi sono da anni incentivi di rilievo per le auto elettriche, ma sono stati regolamentati in maniera così inefficace da lasciare ampiamente inutilizzati gli stanziamenti.
Fino a ieri dei 190 milioni stanziati ben 112 milioni non sono stati utilizzati" spiega il presidente del Centro Studi Promotor Gian Primo Quagliano. Anche l'Unrae sottolinea la necessità "di correggere l'attuale schema degli incentivi che non sta funzionando", mentre l'Anfia ritorna sul dossier Euro 7 e ribadisce "l'esigenza proseguire sulla strada di una visione normativa d'insieme, che stimoli la transizione in maniera pragmatica e razionale".
Il gruppo Stellantis ha immatricolato a ottobre 189.327 auto, il 10,8% in più dello stesso mese del 2022. La quota di mercato è pari al 17,4% contro il 17,9%. Nei primi dieci mesi dell'anno le auto immatricolate dal gruppo sono 1.831.653, il 6% in più dell'analogo periodo dell'anno scorso, con la quota in calo dal 18,8% al al 17,1%. 

Anfia, per mercato Europa quindicesimo mese di crescita

"Ancora un rialzo a due cifre, aottobre, per il mercato europeo dell'auto, in crescita per il quindicesimo mese consecutivo (+14,1%)". Lo afferma Roberto Vavassori, presidente dell'Anfia. Tra i cinque major market (incluso Uk), è la Francia a guidare la classifica, con immatricolazioni in aumento del 21,9% nel mese, seguita dall'Italia (+20%), dalla Spagna (+18,1%) e dal Regno Unito (+14,3%), mentre la Germania contiene la crescita al 4,9%, pur essendo al primo posto per volumi di vendita mensili. A ottobre, per il quinto mese consecutivo, la quota di penetrazione delle vetture elettriche pure (Bev), pari al 15,2%, ha superato la quota delle vetture diesel (10,6%) immatricolate nel mese. Lo stesso vale per il periodo gennaio-ottobre 2023, in cui la quota delle Bev resta al 15,2% contro il 12,2% del diesel. Un quadro lontanissimo da quello italiano, dove l'immatricolato diesel è al 18% nel mese contro il 3,9% delle Bev. "Riguardo al dossier Euro 7 - aggiunge Vavassori - abbiamo apprezzato la posizione assunta dal Parlamento Ue e confidiamo che negli ultimi negoziati in trilogo, a inizio 2024, si possa proseguire sulla strada di una visione normativa d'insieme, che stimoli la transizione in maniera pragmatica e razionale". 

Unrae, 'correggere il fallimentare schema degli incentivi'

 In attesa dell'approvazione definitiva del Regolamento Euro 7, l'Unrae ribadisce "la necessità urgente di un piano puntuale e chiaro del governo per determinare il percorso che l'Italia intende seguire nell'ottica della transizione energetica, unitamente a una chiara indicazione su quale sia la posizione del nostro Governo verso la mobilità del futuro". Lo afferma il direttore generale dell'Unrae Andrea Cardinali. "Esistono gap geografici, strutturali e di reddito che ci separano dagli altri Paesi - aggiunge - ma per passare dal 3,9% di penetrazione dell'elettrico a numeri meno lontani da quelli degli altri Paesi europei, ci sono cose da fare che andrebbero fatte, innanzitutto correggere l'attuale schema degli incentivi che non sta funzionando, tant'è che a fine anno avremo un avanzo del 90% dei fondi: basterebbe tornare allo schema precedente. Nonostante i continui appelli, c'è il rischio che il 2024 inizi senza modifiche allo schema attuale. Inoltre, nel processo di conversione verso l'elettrico del nostro Paese, l'auto aziendale, con il suo trattamento fiscale, ha un ruolo centrale e per questo motivo non va sprecata un'opportunità storica come la delega fiscale".
Quanto alla convocazione del Tavolo sviluppo automotive "pur riconoscendone l'importanza, riteniamo un grave errore non convocare i costruttori non italiani, che rappresentano il 70% del mercato e assorbono il 60% dell'export di componentistica, dunque sono ben competenti in tema sia di domanda che di produzione. Il nostro Paese ha una tradizione automotive più che centenaria, e se ha perso la leadership non è per colpa dell'elettrificazione o dei competitor stranieri, ma perché c'è stata una vera e propria deindustrializzazione. Ora dobbiamo occuparci di cosa possiamo ancora fare per accelerare la riconversione industriale, ma confondere il sostegno all'offerta e quello alla domanda, come sembra stia accadendo, sarebbe un gravissimo errore di politica industriale". 

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