Formula 1, i motivi che sostengono arrivo di Audi e Porsche

Nuove regole favoriscono esperti in elettrificazione ed e-Fuel

Redazione ANSA ROMA

Il Gruppo Volkswagen potrebbe decidere alla fine di febbraio di entrare dal 2026 in Formula 1, addirittura con due team di due brand diversi, cioè Audi e Porsche. Secondo quanto riportato dal Frankfurter Allegemeine Zeitung, citando gli ambienti aziendali, il consiglio di sorveglianza del Gruppo di Wolfsburg avrebbe deciso di posticipare a quella data la decisione che, secondo altre fonti, sarebbe stata imminente.
    Elemento centrale di questo importante passo sarebbe il nuovo regolamento FIA che entrerà in vigore fra quattro anni e che, prevedendo una vera rivoluzione nelle power unit, permetterà anche ad 'attori' inediti - ma molto avanti nelle nuove soluzioni tecnologiche - di essere competitivi fin da subito.
    Il riferimento al know how del Gruppo Volkswagen nell'elettrificazione e nell'impiego dei carburanti sintetici, attraverso i due brand interessati al programma, è evidente e preoccupa non poco i competitor, a cominciare da Mercedes, Ferrari e Alpine.
    Com'è noto nel 2026 nelle monoposto del massimo campionato debutterà una nuova generazione di motori, privi del criticato Mgu-h (il generatore che recupera energia dai gas di scarico) per passare a uno schema ibrido con maxi Kers. In questa ipotesi l'unità Mgu-k in fase di erogazione dovrebbe passare dagli attuali 120 a 350 kW (pari a 475 Cv) ed essere molto più efficace anche in fase di recupero.
    Il regolamento - che non è definitivo al 100% - punta nuovamente sul frazionamento a 6 cilindri e sul mantenimento dell'attuale cilindrata di 1,6 litri, ma potrebbe ancora essere modificato in funzione della presenza di un'unità elettrica anteriore (come nella Formula E) con sola funzione di recupero dell'energia e non di trazione.
    In ogni caso, con soddisfazione del pubblico e di Liberty Media, proprietaria del Campionato, le monoposto prive del generatore Mgu-h dovrebbero tornare a 'cantare' dallo scarico come in passato, recuperando il fascino della componente sonora.
    Inoltre, per puntare all'obiettivo della decarbonizzazione delle competizioni Formula 1 comprese, nel 2026 entrerà in vigore l'obbligo degli e-Fuel, cioè dei carburanti sintetici che abbattono la CO2 fin dallo stesso processo produttivo. Si tratta di una soluzione che troverà largo impiego nelle corse, ma che - per effetto della minore densità energetica - richiederà un lavoro specifico sui propulsori termici.
    Non a caso, dunque, nel 'pacchetto' dell'ingresso di Audi in F1 e del rientro di Porsche (ne era uscita nel 1964) si parla di collaborazioni con altri team. Per i Quattro Anelli l'opzione potrebbe essere l'acquisto del 100% di McLaren (vetture di serie comprese) con il prezioso contenuto tecnologico dal punto di viste dei telai, dell'aerodinamica e della gestione.
    Per Porsche, che lavora da tempo sugli e-Fuel e fa parte dell'iniziativa Haru Oni per la produzione in Cile varata assieme a Siemens Energy - e con la collaborazione di Enel, Ame ed Enap - l'ipotesi è invece di una collaborazione con Red Bull, evidentemente per condividere attraverso la fornitura delle power unit i costi dello sviluppo. I due team del Gruppo Volkswagen lavorerebbero dunque in parallelo, condividendo la parte non motoristica realizzata con la McLaren e i sistemi propulsivi sviluppati, collaudati e forniti ad un team storicamente vincente come Red Bull.
    Non va dimenticato, inoltre, che a dare credibilità a questo duplice progetto vi è la vicenda professionale di Stefano Domenicali che, dopo aver lasciato la Ferrari nell'aprile del 2014, era passato nel novembre dello stesso anno all'Audi con la carica di vicepresidente new business initiatives, che comprendeva anche la valutazione dell'ingresso dei Quattro Anelli nel massimo campionato.
    Congelata questa ipotesi a Domenicali venne affidata la guida della controllata Lamborghini dal 2016 al 2020, per passare infine proprio alla Formula 1 dove dal 2021 ha sostituito alla guida Chase Carey.

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