Tempo Libero

Pellegrinaggio nei luoghi amati da Freddie Mercury

A 30 anni dalla morte omaggio da Londra a Ibiza

Freddie For A Day festival, in Montreux © EPA
  • di Ida Bini
  • LONDRA
  • 21 novembre 2021
  • 19:36

 Il 24 novembre di 30 anni fa si spegneva a Londra Freddie Mercury, iconica rockstar e leggendario frontman dei Queen. Per omaggiarlo abbiamo ripercorso i luoghi più emblematici della sua vita privata e professionale alla scoperta di curiosità e aneddoti.
    Partiamo da Stone Town, la capitale di Zanzibar, esotica isola al largo della Tanzania, dove da una famiglia indiana di origine parsi il 5 settembre 1946 nacque Farrokh Bulsara, il vero nome di Freddie Mercury. Oggi la sua casa è un museo: all'interno del Tembo House Hotel, uno degli alberghi più antichi della città, il Freddie Mercury Museum al piano terra raccoglie numerosi cimeli tra cui il suo certificato di nascita, 100 foto esclusive, testimonianze degli amici e dediche di celebrities.
    Per accedere a una migliore istruzione il giovane Farrokh cominciò a frequentare la St. Peter's Boys School di Panchgani, città a sud di Bombay. Qui mostrò subito un talento musicale, suonando il pianoforte ed entrando nel coro. Nel 1964 tornò a Zanzibar ma la rivoluzione lo costrinse a scappare con la famiglia a Londra dove abitò al 22 di Gladstone Avenue, in una casa di Feltham, vicino all'aeroporto di Heathrow. Nel 1966 venne ammesso all'Ealing Art College di Londra e si trasferì con un amico in un piccolo appartamento vicino a Kensington Market.
    Amava Londra e i suoi locali più stravaganti, ma la prima esibizione davanti al pubblico la fece nel teatro Octagon di Bolton, cittadina a nordovest di Manchester. Era il 1969 e suonava con la band Ibex, con cui si stabilì a Liverpool alloggiando sopra un pub lungo Penny Lane. Dopo un breve periodo sciolse la band e tornò a Londra dove nel 1970 si unì a nuovi musicisti, fondando i Queen, la leggendaria band che fece la storia del rock e a cui rimase legato fino alla morte nel 1991.
    Il nuovo gruppo si esibì per la prima volta in pubblico a Truro, in Cornovaglia, per un concerto benefico. All'epoca Freddie viveva con l'amica e musa Mary Austin in una casa a Victoria Road, nel quartiere di Kensigton, una zona oggi elegante ma che all'epoca era il rifugio di artisti e musicisti squattrinati in cerca di gloria. Freddie amava profondamente quel luogo al punto che vi fece costruire una villa gigantesca e sfarzosa, la Garden Lodge Mansion, all'1 di Logan Place, dove visse gran parte della sua vita e che ancora oggi è meta di pellegrinaggio dei fan.
    I primi dischi dei Queen vennero registrati nei Trident Studios, gli studi di registrazione al 17 di St. Anne's Court, una piccola strada nel quartiere di Soho. Furono subito un successo e la band cominciò a girare il mondo, da Montreal a Budapest, da San Paolo a Tokyo. Nel 1976 Mercury lasciò l'appartamento che divideva con Mary e si trasferì in una casa più grande al 12 di Stafford Terrace, convincendo l'amica a trasferirsi lì vicino in modo da poterla vedere dalle sue finestre. Erano gli anni dei concerti all'estero ma anche nei locali londinesi, come l'Earls Court Exhibition Center di Warwick Road, uno dei luoghi storici per gli appassionati di rock.
    Nel 1983 Freddie decise di trasferirsi a Monaco di Baviera: lavorò come solista e cominciò a frequentare la vita notturna della città tedesca. Visse per qualche mese anche a New York ma prima della fine dell'anno la band si riunì partendo per un tour mondiale. Arrivò anche in Italia, ospite nel 1984 del Festival di Sanremo dove però venne criticato per l'uso del playback. Si esibì anche a Milano in due concerti dove fece ballare l'intero Palazzetto dello Sport. A Londra era solito frequentare Heaven, il locale gay più famoso al mondo: durante una serata nel 1985 conobbe Jim Hutton, con cui andò a vivere nella Garden Lodge Mansion. Dello stesso anno sono il grandioso concerto tenuto a Rio de Janeiro davanti a circa 250mila persone in due serate, un primato assoluto per l'epoca; e a luglio il celebre Live Aid, il concerto umanitario organizzato da Bob Geldof al Wembley Stadium di Londra con la partecipazione dei più importanti artisti internazionali. Nel 1986 la band si esibì nel parco di Knebworth nell'Hertfordshire settentrionale, poco più a sud di Stevenage: fu l'ultimo concerto di Freddie Mercury che cantò davanti a 120mila spettatori. Il musicista cominciava a stare male e, ricoverato nella clinica di Harley Street, gli venne diagnosticato l'Aids. Eppure Freddie continuò a scrivere e a cantare pezzi memorabili, collaborando con altri artisti come la soprano spagnola Montserrat Caballé, con cui nel 1987 si esibì al Ku Club di Ibiza, oggi discoteca Privilege. Amava l'isola spagnola, dove soggiornava al Pikes, bellissimo hotel vicino a Sant'Antoni, e soprattutto non si perdeva nessuna delle sue folli feste. Nel 1989 rivelò agli amici la sua malattia: lo fece a Montreux, in Svizzera, nella sua villa gialla sul lago di Lemano, dove spesso si rifugiava per isolarsi e recuperare le energie. Dieci anni prima con la band aveva acquistato i Mountain Studios, gli studi di registrazione di brani famosi come "A kind of magic" e "Innuendo". Nella città svizzera si rifugiò anche pochi mesi prima della sua scomparsa, prendendo in affitto la Duck House, un'abitazione in riva al lago. "Se cerchi la pace dell'anima, vieni a Montreux", disse una volta Freddie Mercury all'amica Montserrat Caballé. E la città lo omaggiò con un'imponente statua in bronzo che oggi troneggia a Place du Marché, davanti al lago.
    Tornò a Londra, nella sua grande villa, circondato dall'affetto dei suoi cari e dei compagni musicisti e morì il 24 novembre.
    Secondo le sue volontà i funerali si svolsero al Kensal Green Cemetery e le ceneri vennero affidate all'amica di sempre Mary Austin, che dopo due anni le sparse in un luogo segreto. Da allora il muro esterno della Garden Lodge divenne di fatto il luogo sepolcrale di Mercury, dove i fan portavano fiori, biglietti e ricordi. Oggi però la parete della villa è stata ripulita e dall'esterno non si scorge più nulla; resta però la memoria del luogo dove nacquero i brani più famosi della band.
    Ci sono altri due luoghi leggendari a Londra che meritano di essere visitati dai fan di Freddie Mercury: il Dominion Theatre, al 268 di Tottenham Court Road, dove dal 2002 al 2014 è stato riproposto ininterrottamente il musical "We will Rock you" con tutti i brani storici della band. E, nella zona di Westminster, a pochi passi dal Tamigi, il Playhouse Theatre dove i Queen girarono il celebre video "A kind of magic". (ANSA).
   

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