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Conclusa la 1° edizione della Scuola ASviS sul benessere e il futuro dei territori

Lezioni frontali, dibattiti, esercizi di futuro: questi gli ingredienti chiave del percorso di alta formazione che ha visto le regioni Emilia-Romagna e Liguria impegnate a progettare politiche territoriali sostenibili.

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Si è chiusa martedì 7 settembre la terza e ultima fase della Scuola per il benessere e il futuro dei territori, la proposta formativa organizzata dall’ASviS in collaborazione con la Fondazione Enel e la Rete delle università per lo sviluppo sostenibile (Rus), e con la partecipazione delle Regioni, dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci), dell’Unione delle province d’Italia (Upi) e dell’Associazione autonomie locali italiane (Ali).

Partecipanti e obiettivi. Partita a maggio 2021 con due percorsi paralleli per i comuni delle regioni dell’Emilia Romagna e della Liguria, la Scuola ha visto la partecipazione di circa 50 tra rappresentanti delle amministrazioni locali e funzionari pubblici degli enti territoriali, con l’obiettivo di acquisire una formazione di alto profilo sui temi della sostenibilità, ponendo particolare attenzione alla loro declinazione a livello locale e affrontando in modo integrato gli aspetti ambientali, economici e sociali. Inizialmente le sessioni sono state congiunte, ma successivamente i due percorsi formativi hanno visto la regione Emilia-Romagna focalizzarsi perlopiù sulle questioni ambientali, mentre la Liguria su questioni sociali.

Struttura. Dopo una prima fase di studio asincrono in cui i discenti hanno potuto approfondire autonomamente le risorse messe a disposizione dalla Scuola per poi confrontarsi con partner e docenti sugli aspetti dello sviluppo sostenibile di maggior interesse, la seconda fase si è articolata in una serie di webinar di approfondimenti tematici. Tra questi, un modulo è stato dedicato proprio al rapporto tra Agenda 2030 e territori, ovvero all’applicazione del piano d’azione globale a livello locale come fattore di trasformazione dei sistemi socioeconomici, mentre un altro modulo si è concentrato sull’analisi di contesto e le tecniche di misurazione dello sviluppo sostenibile con un’introduzione agli studi di futuro, strumenti di analisi prospettica e di misurazione dell’avanzamento dell’Italia e dei territori, attraverso indicatori ad hoc, rispetto agli Obiettivi Onu, ma anche con la presentazione di casi studio territoriali. Il focus finale è stato invece dedicato alla condivisione delle buone pratiche di sostenibilità, con momenti di riflessione sull’attualità e sulla crisi scaturita nel 2020, negli ambiti della parità di genere, lotta a povertà e disuguaglianze; capitale umano, salute ed educazione; economia circolare, innovazione e lavoro; capitale naturale e qualità dell’ambiente; città, infrastrutture e servizi; crisi climatica e transizione energetica.

I laboratori. Un approccio prevalentemente laboratoriale ha caratterizzato la fase conclusiva della Scuola, con il fine di: favorire la partecipazione interattiva dei discenti e identificare buone pratiche relative ad alcune particolari tematiche sociali o ambientali maggiormente significative per i territori; offrire gli strumenti per raccogliere i dati utili all’analisi e a costruire gli indicatori più adatti al monitoraggio; integrare la logica degli indicatori negli strumenti amministrativi. Avviati in remoto il 2 settembre con un webinar tenuto della Fondazione Enel sulla transizione energetica, i laboratori sono proseguiti in presenza il 3 e il 4 settembre per l'Emilia-Romagna nella sede del Palazzo della Regione a Bologna, e il 7 settembre in Liguria, a Genova.

Le attività in Emilia-Romagna. La prima giornata si è aperta con i saluti istituzionali e un intervento di Paola Gazzolo, del Gabinetto del presidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna. Il primo laboratorio, tenuto da docenti del Politecnico di Milano (ateneo appartenente alla Rus), ha avuto a oggetto gli strumenti di co-progettazione e la creazione di un Living Lab urbano, mentre a seguire Walter Vitali, esperto di politiche urbane dell’ASviS, ha condotto un laboratorio sul sistema multi-livello, a cui si sono aggiunti gli interventi di amministratori locali di alcuni comuni della Regione. A conclusione, un laboratorio è stato dedicato agli indicatori.

La seconda giornata ha visto i partecipanti cimentarsi con gli esercizi di futuro, a cura di Skopìa. Divisi in gruppi, i discenti hanno lavorato su tre aree tematiche (i Neet, la riduzione della povertà e la gestione dei rifiuti) attraverso il metodo del backcasting, ovvero sforzandosi di pianificare a ritroso, dall’azione più futura a quella più prossima, le politiche necessarie a fronteggiare le criticità attuali.

Le attività in Liguria. La stessa esperienza laboratoriale si è tenuta in Liguria il 6 e il 7 settembre. Dopo aver svolto gli esercizi di futuro da remoto, sempre a cura di Skopìa, il 7 settembre i lavori sono stati realizzati in presenza presso la sede della Città Metropolitana di Genova, aperti dai saluti istituzionali di Concetta Orlando della Segretaria generale e direttrice della Città metropolitana. Come già per l’Emilia-Romagna, i laboratori si sono focalizzati sulla co-progettazione, sulla creazione di un Living Lab urbano, sul sistema multi-livello e sugli indicatori, con lavori di gruppo tematici. Ogni gruppo ha infatti selezionato un progetto e/o un luogo da riqualificare attraverso strumenti di co-progettazione. Dopo l’intervento della sindaca Monica Cinti, la Scuola di Genova si è chiusa con i saluti istituzionali di Ilaria Caprioglio in rappresentanza di Anci Liguria e di Patrizia Lombardi, vice-rettrice del Politecnico di Torino e presidente della Rus. 

 

Di Elita Viola

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