Sul Gargano tra grotte e mare turchese

A Peschici accordo tra operatori, barche per tutti i gusti

di Elisabetta Guidobaldi PESCHICI (FOGGIA)

PESCHICI (FOGGIA) - Arco degli innamorati, Trabucchi, antiche torrette d'avvistamento e soprattutto acque turchesi, buon cibo e accoglienza ottima. Il Gargano visto dal mare per una vacanza ricca di storia e all'insegna della tutela ambientale. Questa l'offerta che si trova a Peschici (Foggia), dove un gruppo di operatori del mare, alcuni ex pescatori che hanno iniziato convertendo al turismo i loro gozzi, hanno sottoscritto un accordo mettendo a disposizione dei turisti una flottiglia di sei nuove motobarche, 2 a Rodi Garganico e 4 a Peschici, per consentire di godere di una giornata di natura e divertimento, tra bagni racconti e leggende. Raffaele Costante è il comandante della Peschici Jet e Nuova Peschici. Lo zio, Mimmo, è sulla Red Carpet. "Abbiamo iniziato i primi servizi passeggeri con i gozzi - racconta Raffaele - quando facevo il pescatore, come da tradizione familiare. Poi il servizio è andato avanti e ci siamo convertiti a operatori turistici acquistando le motobarche. Abbiamo fatto un accordo e ora lavoriamo tutti. I turisti sono contenti". Una buona stagione conta 60 uscite, ma mediamente se ne fanno tra 45 e 50 per un totale di 10mila-11mila passeggeri. La Peschici Jet porta 160 persone. A bordo anche il figlio di Raffaele, Leonardo, 7 anni e già un futuro da comandante. Si parte la mattina alle 9 dal porto di Peschici e si rientra alle 16, dopo la pausa pranzo nella Baia dei Campi. Lasciandosi Peschici alle spalle e procedendo verso sud, in direzione Vieste, si incontrano le spiagge di Procenisco e San Nicola, dove spicca il tipico Trabucco, macchine da pesca, ora rinomati ristoranti. Poi le spiagge di Zaiana, Manaccora, Calalunga, Turco, Gusmay, Manacore e Sfinale, ultima del comune di Peschici. Alle baie si alternano le grotte dove le motobarche, con maestria e attenzione per la natura, riescono a raggiungerne il 'cuore'. L'addetto alla sicurezza, Mario Quercia, controlla che a bordo fili tutto liscio nel passaggio dentro la montagna.
    Ecco la Grotta sfondata e la Grotta due occhi, la Grotta dei cento colori, dei pomodori e dell'amore. Poi sfogo all'immaginazione con la forma del teschio in cima alla costa e, in un anfratto, dal mare si può intravedere il volto di Padre Pio, l'arco a forma di bacio perugina, la baia dei gabbiani per la sua forma come due ali. A Vieste spicca poi 'Pizzomunno' il monolite bianco protagonista della canzone di Max Gazzè, mentre via via le torri di avvistamento si allineano alla vista con la loro forma tipica a tronco piramidale con una massiccia base a pianta quadrata.
    Raffaele Costante inverte la rotta, coadiuvato dall'equipaggio. Si torna a Peschici non prima di aver fatto un bel brindisi a bordo in un clima di amicizia e coinvolgimento.

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