La 'Via Appia ritrovata' passa per Melfi

Dal 10 marzo al 3 giugno nel Castello federiciano

Redazione ANSA POTENZA

POTENZA - La via Appia, la "Regina viarum" dei romani, non è solo una delle più importanti opere d'ingegneria del mondo antico - che collegava Roma al porto di Brindisi, e quindi all'Oriente e allo scambio di merci - ma anche un simbolo, allora come oggi, della centralità dell'Italia del Mediterraneo, e di uno straordinario "contenitore" di storie, bellezza e tesori, che il giornalista Paolo Rumiz "e compagni" hanno raccontato nella mostra "L'Appia ritrovata. In cammino da Roma a Brindisi", che sarà allestita nel Castello federiciano di Melfi (Potenza) da domani, 10 marzo. La mostra resterà aperta al pubblico fino al prossimo 3 giugno.
    Un allestimento per riscoprire e restituire alla contemporaneità l'itinerario della prima grande via europea, percorsa a piedi nell'estate del 2015 - a 2.327 anni dall'inizio della sua costruzione - da Rumiz, Riccardo Carnovalini, Alessandro Scillitani e Irene Zambon. La mostra (promossa dal Ministero dei Beni culturali) accompagna i visitatori nello spazio, e nel tempo, tra città, stationes, fiumi e passi: oltre alle foto, ai filmati e alle musiche originali di Alfredo La Cosegliaz, comprende mappe antiche e moderne, e le tappe su un grande plastico dell'Italia meridionale, fotografie e documenti degli archivi della Società geografica italiana.
    Un cammino che permette di rivivere un'avventura che attraversa i Colli Albani, passa sotto i Monti Lepini con le fortezze preromane sugli strapiombi, attraversando poi la Campania Felix, fino all'Apulia della grande sete. La mostra è stata realizzata in collaborazione con il Polo Museale della Basilicata, patrocinata dalla Regione Basilicata e dal Comune di Melfi, e inserita nel calendario delle attività previste per l'Anno europeo del patrimonio culturale. (ANSA).
   

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