Viaggio tra i siti Unesco d’Italia, le Marche

Alla scoperta del centro storico dei Urbino, patrimonio dell’Umanità

di Ida Bini

URBINO - I muri dei bastioni e dei palazzi storici rifrangono la luce in modo diverso a ogni ora, ridisegnando la tavola cromatica della città, una fitta trama di viuzze, saliscendi, sottopassi e scalinate che confluiscono in una grande piazza centrale: è il centro storico di Urbino, nelle Marche, il sito che l’Unesco nel 1998 ha inserito nell’elenco dei beni patrimonio dell’Umanità. Chi cammina tra le sue vie passa sullo stesso acciottolato che venne calpestato da Raffaello, Bramante, Piero della Francesca, Leon Battista Alberti, Paolo Uccello e tanti altri grandi artisti che dal Quattrocento vissero in una corte ricca di bellezza, di armonia e di buon governo. Un luogo speciale, produttivo e creativo, un modello ed esempio per le altre corti italiane di città ideale, proprio come quella dipinta tra il 1470 e il 1490 in una tela che raffigura una piazza rinascimentale deserta, simbolo della razionalità geometrica, della proporzione e della bellezza rinascimentale. Un omaggio pittorico al buon governo di Federico di Montelfeltro, oggi esposto nella galleria nazionale della città marchigiana.

La città di Urbino sorge su colline che si affacciano sull’Adriatico, nell’entroterra di Pesaro, e conserva intatta l’eredità architettonica del Rinascimento, di cui fu uno dei centri più importanti. Nel XV secolo, infatti, Urbino si trasformò da borgo medievale a splendida corte principesca grazie al mecenate Federico di Montelfeltro e del figlio Guidobaldo che attirarono artisti e studiosi. Qui, nel 1483, nacque Raffaello e, nel vivace clima culturale della cittadina, Bramante compì la sua prima formazione artistica.

 La visita al centro di Urbino parte da palazzo Ducale, oggi sede della Galleria nazionale delle Marche, che rappresenta uno dei capolavori d’arte rinascimentale con numerose opere d’arte di Raffaello, Tiziano e Piero della Francesca, mobili, sculture, arazzi e una biblioteca eccezionale, ricca di preziosi codici miniati poi acquistati dalla Biblioteca Apostolica Vaticana. Le opere d’arte furono commissionate da Federico da Montefeltro, che governò Urbino dal 1444 al 1482 come illustre principe illuminato, cultore e protettore delle arti, scaltro uomo politico e raffinato collezionista. Il figlio Guidobaldo I, invece, nel 1506 vi fondò l’università.

La visita alla città prosegue verso la casa natale di Raffaello, dove sono esposte alcune opere originali del grande pittore urbinate, quasi tutte giovanili. Al piano terra c’è la bottega di suo padre Giovanni Santi, oggi usata per mostre temporanee, e al primo piano ci sono copie dei dipinti di Raffaello e omaggi di altri artisti al grande pittore. In questa parte della casa c’è anche un piccolo cortile con il pozzo e il lavabo dove si macinavano i colori usati per le opere.

Meritano una visita anche il duomo con le grotte e l’oratorio di san Giovanni, che ospita un ciclo di affreschi del 1400 dei fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da San Severino, interpreti più importanti del tardo gotico marchigiano. Infine, per ammirare la bellezza rinascimentale di Urbino, è bene recarsi al bastione delle celebri rampe elicoidali, che vennero costruite ai piedi dei Torricini di Palazzo Ducale per arrivare direttamente alle sale dell’edificio. Oggi le rampe sono un modo lento e panoramico anche se un po’ faticoso di accedere al centro storico.

Per maggiori informazioni: www.unesco.it

 

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