Christo: "Ho ancora idee, l'arte non va in pensione"

A Torino per laurea ad honorem, "Non amo il telefono e non uso il pc"

Emmanuela Banfo TORINO

  TORINO-Potrebbe esserci un'altra idea all'orizzonte, oltre la mega Mastaba nel deserto di Abu Dhabi, nella prolifica creatività di Christo. Lo afferma lui stesso, ma aggiunge: "Non ve le racconto". A Torino per la laurea ad honorem conferitagli dall'Università, nel ringraziare la platea accademica, ricorda sua moglie Jean-Claude, morta 8 anni fa: "Mi ha detto lavora molto e io lo faccio". D'altra parte - osserva - gli artisti "non vanno mai in pensione, muoiono, ma non vanno in pensione". E per lui l'arte è vita. Alla domanda sul suo rapporto con la spiritualità, risponde: "Non sono credente. Sono vivo e amo la vita, il caldo, il freddo, il vento. Le mie opere sono fisicità e le realizzo in quanto vivo". Opere vive "che accadono realmente" - racconta - e sono lì per essere partecipate dal pubblico. All'età di 82 anni, lo scultore bulgaro-newyorkese, non mette limiti al futuro: " E' possibile che un'idea antica non si realizzi, ma una recente sì. Noi restiamo molto aperti". E nella sua estrema modernità, con la curiosità e la passione negli occhi, confessa uno stile antico: "Non mi piace stare al telefono e non uso il computer", dice. Ora Christo è concentrato sulla Mustaba "che assorbe molte energie e risorse con i suoi lavori di ingegneria molto sofisticati che si estendono su 16 km quadrati". "Non si lavora a un unico progetto, ma poi quando si arriva alla fase operativa, bisogna concentrarsi su uno solo, non si può lavorare a più opere simultaneamente". Rileva che sono 36 quelle ancora nel cassetto, 23 quelle che sono state concretizzate in una cinquantina d'anni, ma "succede che mie opere abbiano origini antecedenti a quando vengono realizzate". Fu così, per esempio, per l'impacchettamento del Reichstag di Belino rifiutato tre volte prima di diventare realtà nel 1995. Analoga la storia della Mustaba, pensata quasi quarant'anni fa e ora destinata ad essere l'unica opera permanente di Christo. Diversamente dalle sue antenate, tombe monumentali delle prime dinastie faraoniche, alla fine sarà composta da 410mila barili di petrolio colorati, sarà alta 150 metri, profonda 225 e lunga 300. Ma soprattutto non sarà luogo necrofilo. Perchè come ebbe a dire la moglie Jean-Claude, con ne condivise la progettazione preliminare e la scelta del luogo, e che Christo cita nel suo libro sulla Mastaba: "Noi facciamo solo lavori di gioia e bellezza". 

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