Terremoti, cosi' le maree li innescano lungo le dorsali oceaniche

Anche una minima pressione può generare una scossa

Redazione ANSA

Dopo anni di ricerche e' arrivata la conferma che i terremoti che avvengono lungo le dorsali oceaniche sono collegati alle maree. A spiegare il meccanismo, rimasto un mistero per decenni, i ricercatori della Columbia University sulla rivista Nature Communications.

A indurre il movimento della faglia "e' infatti la camera magmatica che respira, si espande e contrae per via delle maree", spiega Christopher Scholz, coordinatore dello studio insieme a Yen Joe Tan. Da tempo si era capito che i terremoti lungo queste montagne sottomarine che si trovano sul ciglio delle placche tettoniche sono collegate alle maree, ma nessuno era riuscito a capire perche' i terremoti avvenissero nella fase di bassa marea, visto che secondo le teorie attuali questi terremoti avrebbero dovuto verificarsi con l'alta marea.

Per risolvere il mistero, gli studiosi hanno studiato l'Axial Seamount, il vulcano sottomarino che si trova nella Dorsale di Juan de Fuca nell'oceano Pacifico, che si risveglia ogni dieci anni e sulla quale sono stati raccolti molti dati. E' stato possibile cosi' individuare una componente che nessuno aveva considerato prima: la camera magmatica del vulcano, cioe' una tasca morbida e pressurizzata sotto la superficie.

Quando la marea e' bassa, c'e' meno acqua sulla cima della camera, che cosi' si espande. Quando si gonfia, tira le rocce vicine, forzando il blocco inferiore a scivolare sopra la faglia, causando cosi' il terremoto. Tenendo traccia dei terremoti e della pressione sulla faglia, i ricercatori hanno capito che anche la piu' minuscola tensione puo' innescare un terremoto. La forza che genera il fenomeno puo' essere scatenata in molti modi, come le onde sismiche di un altro terremoto.

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