Rendezvouz con l'asteroide

La sonda giapponese Hayabusa2 ha raggiunto l'asteroide Ryugu

Redazione ANSA

Dopo tre anni e mezzo di viaggio, la sonda giapponese Hayabusa2 ha raggiunto l'asteroide Ryugu, a 280 milioni di chilometri dalla Terra: lo confermano gli esperti dell'agenzia spaziale giapponese Jaxa, che hanno festeggiato il successo con un fragoroso applauso.

Al momento la sonda si trova a 20 chilometri dall'asteroide, pronta ad un rendezvous lungo 18 mesi durante il quale studierà il corpo celeste e proverà perfino a 'bombardarlo', per prelevare dei campioni da riportare sulla Terra per cercare indizi sull'origine del Sistema solare e della vita.

L'asteroide Ryugu assomiglia ad una grande trottola, con un diametro di circa 900 metri. Sulla superficie presenta numerosi e ampi crateri, che rendono ancora più complessa la scelta dei siti per la discesa e la raccolta dei campioni.

L'asteroide Ryugu visto da 40 chilometri di distanza (fonte: JAXA, University of Tokyo, Kochi University, Rikkyo University, Nagoya University, Chiba Institute of Technology, Meiji University, Aizu University, AIST)

 

  Sono previsti tre 'touchdown' che si sussegueranno dall'autunno fino alla primavera 2019: tutti e tre dureranno pochi secondi a causa delle elevate temperature dell'asteroide. Prima dell'ultima discesa, prevista tra maggio e aprile 2019, Hayabusa2 rilascerà un cilindro che detonerà, sparando un proiettile di rame da due chili contro l'asteroide.


Durante l'operazione la sonda si 'nasconderà' dall'altro lato del sasso spaziale, dove attenderà qualche settimana per proteggersi dai detriti generati nell'impatto. Successivamente cercherà di atterrare nel cratere scavato dal proiettile, o almeno nei suoi dintorni, per raccogliere il materiale fuoriuscito dal 'cuore' dell'asteroide e quindi mai intaccato dal vento e dalle radiazioni che battono la superficie.

Hayabusa2 rilascerà anche tre rover senza ruote che 'saltelleranno' sulla superficie di Ryugu per eseguire dei sondaggi. Inoltre verrà rilasciato anche un lander europeo che esaminerà la superficie dell'asteroide con quattro strumenti diversi.

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