Primo aprile con la cometa verde

Visibile per tutta la notte, fino al 7 aprile

Redazione ANSA

Primo aprile con la cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresak, che saluta la Terra in un incontro ravvicinato, alla distanza di 21 milioni di chilometri. E' il momento giusto per puntare binocoli e  telescopi verso questa scintillante cometa dal suggestivo colore verde e visibile nell'intero emisfero Nord, prima che prosegua il suo viaggio verso il Sole, che il 12 aprile la porterà alla distanza di circa 160 milioni di chilometri dalla nostra stella.

"La cometa appare di un colore verde brillante, quasi fluorescente, perché contiene molecole di carbonio che producono questo effetto quando sono illuminate dal Sole nel vuoto dello spazio", ha osservato l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope.

Quello della cometa di aprile è una passaggio da non perdere anche perché è alla portata di strumenti amatoriali: "La cometa ha una luminosità di magnitudine 6, ossia proprio al limite della visibilità a occhio nudo. Quindi - ha rilevato l'astrofisico - per chi ha una buona vista potrebbe essere addirittura visibile a occhio nudo, altrimenti basta un piccolo binocolo con un obiettivo di 50 millimetri".

Bisogna cercare il corpo celeste tra le stelle della costellazione del Drago, tra il Grande Carro e il Piccolo Carro, nella regione della stella polare. La cometa è visibile per tutta la notte, ma da mezzanotte in poi, ha rilevato Masi, "diventa un po' più alta sull'orizzonte e questo ne migliora l'osservazione".

Il periodo ideale per osservarla, ha aggiunto, è fino al 7-8 aprile, perché dopo la Luna, che diventerà piena il 10 aprile, sarà sempre più luminosa e 'insidiosa' e renderà quasi impossibile la visione di questa cometa.

Scoperta il 31 maggio 1858 dall'astronomo statunitense Horace Parnell Tuttle e osservata successivamente dal francese Michel Giacobini e dallo slovacco Lubor Kresák, la cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresak, ha spiegato Masi, si avvicina al Sole ogni 5,4 anni. L'ultima volta è accaduto nel 2011 e dopo l'attuale passaggio torne rà a salutare la Terranel 2022.

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