In crisi d’identità. Contro natura o contro la natura?

Cellule e individui alla ricerca di un ipotetico sé

Redazione ANSA
 'In crisi d’identità. Contro natura o contro la natura?' (Mondadori Università, 174 pagine, 16,00 euro ) © Ansa

Cambiamento e identità sono concetti in antitesi eppure è proprio nel cambiamento continuo di identità che si fonda la vita nella sua essenza biologica. In 'In crisi d’identità. Contro natura o contro la natura?' (Mondadori Università, 174 pagine, 16,00 euro ), il neurologo Gianvito Martino del San Raffaele di Milano racconta di come cellule possono cambiare funzione, topi cambiare sesso o specie cambiare specie. In sintesi, il concetto stesso di identità sembra avere poco senso, in natura.

“Anche se ci sono voluti millenni per capirlo – spiega Martino nell'introduzione – già da qualche secolo sappiamo che la cellula è l’unità costitutiva del nostro corpo, e che il nostro corpo è fatto da decine di migliaia di miliardi di cellule che presentano diversità tali da essere state catalogate in più di 200 tipi diversi. Ciò che stiamo invece imparando a capire solo adesso, è che questi 200 tipi diversi di cellule cambiano identità, mutando continuamente anche, e forse soprattutto, in base alle condizioni ambientali in cui si vengono a trovare”.

Secondo l'autore, anche presidente della Società Internzaionale di Neuroimmunologia e vincitore nel 2013 del Premio per la Divulgazione Scientifica dell’Associazione Italiana del Libro, non vi è dubbio che siamo arrivati al punto in cui definire l’identità a livello biologico è un’operazione destinata al fallimento, perché il concetto stesso di identità sembra avere poco senso, in natura.

La cellula può decidere di cambiare forma e funzione, e quindi identità, anche dopo aver assunto la sua forma definitiva, considerata fino a poco tempo fa immutabile e irreversibile. Il genere, cioè l’essere maschi o femmine, è anch’esso soggetto a mutevolezze che possono stravolgerne il senso – ci sono organismi bisessuali o transessuali la cui dubbia identità di genere è essenziale per la loro stessa sopravvivenza. Pure la specie può cambiare. “Oggi possiamo addirittura dire – spiega nelle conclusioni – che proprio la mancanza di identità rende possibile la vita; proprio il concetto di plasticità, di possibilità di mutamento, contrapposto a quello di identità, caratterizza la natura, per quanto finora siamo riusciti a comprendere.Se riflettiamo su questo, forse gli sviluppi della scienza ci spaventano di meno, dato che tali sviluppi si limiteranno a rivelarci quello che la natura sa già da miliardi di anni”.

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