Trovata la mutazione genetica all'origine della calvizie

Individuata nei maiali, utile per l'uomo

Adele Lapertosa

Non sarà forse di consolazione per chi ha perso già tutti i capelli, ma si tratta di una scoperta che in futuro potrebbe aprire la strada allo sviluppo di terapie per le malattie ereditarie dei capelli anche nell'uomo, attraverso il taglia e incolla del Dna. E' stata infatti scoperta, nei maiali, la mutazione genetica alla base della calvizie ereditaria, causa di alopecia e assottigliamento dei capelli. Si trova nel gene che produce la proteina Map2, considerata un vero e proprio architetto dei capelli. Il risultato, ottenuto nella China Agricultural University, è pubblicato sulla rivista della Federazione delle società americane di biologia sperimentale (Faseb).

Il modello animale scelto per la ricerca è stato il maiale per via della loro somiglianza biologica con l'essere umano. Gli studiosi, guidati da Xiangdong Ding, hanno selezionato esemplari adulti e neonati di maiali normali e con l'alopecia. Quindi hanno esaminato le differenze tra i follicoli piliferi e la pelle dei due gruppi di maiali, scoprendo così che la densità dei follicoli negli maiali normali era molto maggiore rispetto a quella degli animali privi di peli. Il passo successivo è stato approfondite le differenze genetiche tra i due gruppi, utilizzando le tecniche di sequenziamento del Dna. In questo modo è stato possibile individuare la proteina Map2 come fattore chiave della calvizie. E' emerso inoltre che una mutazione di questa proteina porta alla riduzione della densità dei follicoli durante lo sviluppo embrionale e a follicoli che non riescono a formarsi in modo normale.

"Per quello che ne sappiamo - rileva Ding - è la prima volta che questa proteina viene associata alla formazione dei follicoli. Con ulteriori studi in futuro si potrebbe arrivare a una possibile terapia per le malattie ereditarie dei capelli utilizzando il taglia e incolla del Dna". Dalla ricerca è arrivata inoltre la conferma che i maiali con l'alopecia potrebbero essere il modello animale ideale per studiare la caduta dei capelli nell'uomo. Nell'attesa che si sviluppino delle terapie genetiche per combattere la calvizie, chi è rimasto senza capelli può sperare nei promettenti test, finora fatti sui topi, che hanno permesso di ottenere capelli cresciuti da follicoli piliferi coltivati in laboratorio a partire da cellule staminali umane riprogrammate.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA