E' possibile ringiovanire l'età biologica

Riportata indietro di 2 anni e mezzo in 9 persone

Monica Nardone

E' possibile ringiovanire l'età biologica: per la prima volta un esperimento ha mostrato che un cocktail di farmaci molto comuni ha ringiovanito di due anni e mezzo l'età biologica di individui sani e segni di ringiovanimento sono evidenti anche nel loro sistema immunitario. La ricerca, condotta su nove volontari, è stata pubblicata sulla rivista Aging Cell dal gruppo dell'università della California a Los Angeles guidato dal genetista Steve Horvath.

I risultati hanno sorpreso gli stessi ricercatori, che rilevano comunque che si tratta di dati assolutamente preliminari perché l'esperimento è stato condotto su un piccolo numero di individui e non include un gruppo di controllo.

"Mi aspettavo di vedere un rallentamento del tempo, ma non un'inversione", rileva Horvath. Lo studio era stato progettato principalmente per verificare se l'ormone della crescita potesse essere utilizzato nell'uomo per ripristinare i tessuti nella ghiandola del timo, cruciale per un'efficace funzione immunitaria. La sua funzionalità inizia a ridursi dopo la pubertà e diventa sempre più ostacolata dal grasso.

Test sugli animali avevano mostrato che l'ormone della crescita stimola la rigenerazione del timo, tuttavia lo stesso ormone può anche promuovere il diabete, quindi la sperimentazione ha utilizzato anche due farmaci contro il diabete nel cocktail che è stato testato per un anno su 9 uomini di età compresa tra 51 e 65 anni. Alla fine del test l'età biologica dei partecipanti è risultata ringiovanita di due anni e mezzo, misurati analizzando i segni dell'età sui geni.

Dati su pochi individui, ma comunuqe importanti
"E' la prima volta che si dimostra sull'uomo che è possibile usare trattamenti farmacologici per rallentare l'invecchiamento. Finora, infatti, lo avevano dimostrato solo studi condotti sugli animali", rileva il genetista e biologo molecolare Benedetto Grimaldi, dell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit).

Per il momento, aggiunge, "questo è stato dimostrato su un gruppo limitato di persone, ma comunque è importante perché è la prima prova diretta sull'uomo e fa sperare che la sperimentazione si possa allargare, includendo un numero maggiore di individui". L'altro aspetto "abbastanza inatteso - prosegue l'esperto - è che non solo è stato rallentato l'invecchiamento, ma sono stati cancellati alcuni segni che ha lasciato sul Dna, ottenendo la reversione dell'invecchiamento".

Infatti, spiega, il mix di farmaci usato ha agito come una sorta di 'lifting genetico', che ha cancellato le 'rughe' dal Dna, perché sono state cancellate le modifiche chimiche che si accumulano nel tempo (in questo caso che si erano accumulate in due anni e mezzo) nel Dna e che sono il segno genetico dell'invecchiamento. In più, osserva Grimaldi, il trattamento ha avuto effetto sul sistema immunitario "e anche questo è fondamentale perché il sistema immunitario risente dell'invecchiamento". Tutto questo, conclude, "è importantissimo e fa ben sperare, perché lo scopo delle ricerche di questo tipo è allungare la vita garantendo il benessere delle persone".

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