I cristalli liquidi all'origine della vita

hanno aiutato la formazione delle prime molecole

Redazione ANSA

La vita sulla Terra potrebbe essere nata dall'aggregazione spontanea dei suoi 'mattoni molecolari' in cristalli liquidi, ovvero strutture ordinate come cristalli che però si comportano come liquidi, proprio come quelli che si trovano negli schermi di televisori e smartphone. A suggerirlo è lo studio pubblicato sulla rivista Acs Nano dai biofisici dell'Università Statale di Milano in collaborazione con l'Università Humanitas di Milano e quella del Colorado a Boulder.

"Ci sono ancora molti misteri irrisolti riguardo l'origine della vita: il principale è come si siano formate le lunghe e complesse molecole biologiche a partire dai piccoli frammenti molecolari presenti sulla Terra quattro miliardi di anni fa", spiega Tommaso Bellini, professore di fisica applicata alla Statale di Milano. "In passato sono state formulate molte ipotesi che puntavano soprattutto sulle condizioni ambientali: si pensava, ad esempio, che le superfici minerali fossero state d'aiuto nell'allineare e unire i frammenti. Noi, invece, inseguiamo da anni un'ipotesi diversa, che guarda alla natura stessa delle molecole". Nel 2015, infatti, il gruppo di Bellini aveva già pubblicato su Nature uno studio che dimostrava la tendenza del Dna a impilarsi spontaneamente in strutture ordinate.

"Ora abbiamo scoperto che lo stesso vale anche per l'Rna, la più antica molecola della vita comparsa ancora prima del Dna", precisa il fisico. "Nei nostri esperimenti abbiamo visto che se concentriamo in provetta dei piccoli frammenti di Rna, questi tendono a formare strutture ordinate classificabili come cristalli liquidi. In presenza di elementi chimici non biologici, che dunque potevano essere presenti anche prima della vita, l'unione dei frammenti di Rna avviene ancora meglio". Questo dimostra che il processo di formazione delle prime molecole della vita, da sempre considerato complesso, potrebbe avere in realtà una spiegazione più semplice del previsto, "perché queste molecole hanno una tendenza all'ordine che finora non è mai stata considerata appieno".

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