Il primo muscolo coltivato in provetta

A partire da cellule della pelle

Redazione ANSA

Per la prima volta è stato coltivato in laboratorio un abbozzo di muscolo scheletrico a partire da cellule della pelle riprogrammate. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications. Un traguardo raggiunto grazie alle staminali pluripotenti indotte cellule ancora ‘bambine’ che, grazie alla loro estrema versatilità, sono in grado di dare origine a diversi tipi di tessuti.

Questo ‘muscolo in provetta’ potrebbe essere usato come modello per lo studio di malattie come la distrofia muscolare di Duchenne. Coordinati da Nenad Bursac, i ricercatori della Duke University, sono partiti da cellule adulte della pelle e, riportando indietro le lancette dei loro orologi, le hanno riprogrammate facendole tornare staminali. Le hanno quindi coltivate dando loro le istruzioni per trasformarsi in fibre muscolari.



Secondo quanto illustrato nello studio, le cellule si sono poi legate tra loro a formare un abbozzo di muscolo, capace di rispondere a stimoli elettrici e chimici. Impiantate nei topi, inoltre, sono riuscite a sopravvivere per almeno 3 settimane, integrandosi perfettamente con i muscoli dell’animale.

Lo stesso gruppo di ricerca era riuscito in passato a realizzare tessuto muscolare, ma partendo da biopsie di muscolo anziché da cellule della pelle. “Grazie alle staminali pluripotenti - ha spiegato Bursac - è possibile far crescere in laboratorio un numero potenzialmente illimitato di cellule progenitrici di muscoli, dette cellule satelliti. Si tratta - ha concluso - di un tipo di staminali che possono teoricamente formare un intero muscolo partendo da una singola cellula”.

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