Primo test del Dna sulle mummie dell'antico Egitto

Rivela parentele con le popolazioni di Europa e Anatolia

Redazione ANSA

Il primo test del Dna mai condotto sulle mummie dell'antico Egitto rivela la loro parentela con le popolazioni di Europa e Anatolia. La ricerca, condotta sul materiale genetico di mummie del periodo compreso tra il 1400 a.C e il 400 d.C. è stata pubblicata sulla rivista Nature Communications e coordinata da Johannes Krause e Wolfgang Haak, dell'Istituto Max Planck per la scienza della storia umana, e da Verena Schuenemann, dell'universita' tedesca di Tubinga.

L'Egitto e' ideale per lo studio delle antiche popolazioni: ha una storia ben documentata e la sua posizione geografica ha favorito l'interazione della popolazione con quella degli altri Paesi vicini. I ricercatori erano interessati proprio a comprendere se i rapporti con gli altri popoli, le conquiste o le dominazioni subite avessero avuto un impatto sulla popolazione anche a livello genetico. ''Volevamo verificare se la conquista di Alessandro Magno e di altri avessero lasciato impronte genetiche sull'antica popolazione egiziana'', ha rilevato Schuenemann.

I ricercatori hanno analizzato il Dna estratto da 93 mummie provenienti dal sito di Abusir el-Meleq, lungo il Nilo, per scoprire che gli antichi Egizi erano legati alle popolazioni del vicino Oriente e a quelle neolitiche della penisola Anatolica e dell'Europa. Dall'analisi è emeso inoltre che il Dna della comunita' di Abusir el-Meleq non ha subito grandi cambiamenti nei periodo di 1.300 anni studiato dai ricercatori.

Il confronto dei dati con la mappa del Dna dei moderni egiziani ha invece dimostrato che questi ultimi sono imparentati con le popolazioni africane subsahariane, probabilmente a causa del miglioramento della navigazione lungo il Nilo e dell'aumento dei commerci a lunga distanza, che hanno favorito i rapporti con questi popoli.

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