Valle d'Aosta

Casa: giudice, discriminatorio bando affitti Valle d'Aosta

'Modificare requisiti residenza e assenza proprietà di immobili'

Il tribunale di Torino ha dichiarato il "carattere discriminatorio" nei confronti degli stranieri di alcuni criteri per l'attribuzione di contributi per gli affitti decisi nel dicembre 2018 dalla giunta Regionale della Valle d'Aosta, presieduta all'epoca da Nicoletta Spelgatti (Lega).
    Da un lato i requisiti ritenuti discriminatori sono il permesso soggiorno Ce di lungo periodo, anziché il "solo regolare permesso di soggiorno di qualunque tipo", e la residenza di quattro anni nella Regione. Dall'altro riguardano l'" assenza di proprietà su immobili ad uso abitativo in Italia o all'estero", senza esentare coloro che "sono muniti di permesso di soggiorno per protezione internazionale o protezione umanitaria"; ma anche l'obbligo (per gli stranieri comunitari ed extra comunitari) di dimostrare l'assenza di "proprietà a destinazione abitativa ubicata all'estero" tramite documentazione "riguardante attestazioni o certificati in corso di validità rilasciata dal competente stato estero stesso corredata da traduzioni in lingua italiana autenticata dall'autorità consolare italiana che ne attesti la conformità all'originale", invece che prevedere l'equiparazione in questo caso tra cittadini italiani e cittadini stranieri, senza oneri documentali aggiuntivi per questi ultimi.
    Il giudice della prima sezione civile Silvia Vitro ha così ordinato alla Regione di riaprire il bando, o di indirne uno nuovo nel caso le somme siano già state stanziate, modificando i requisiti. A ricorrere contro l'ente pubblico è stata l'Associazione studi giuridici sull'immigrazione, con l'appoggio di Rete antirazzista della Valle d'Aosta.
    Il contributo varia dai 2.000 ai 3.000 euro ed è destinato a famiglie in condizione di bisogno. In Valle d'Aosta gli stranieri sono circa 8.000.

Adu, sentenza è stop a razzismo istituzionale della Lega - "Questa sentenza è uno stop al razzismo istituzionale della Lega, ma anche ad un certo autonomismo cialtrone. Il Tribunale è stato chiaro: l’autonomia va esercitata nei limiti della legge dello Stato e dei principi europei e costituzionali di uguaglianza e non discriminazione". Lo scrive in una nota Adu commentando la sentenza del Tribunale di Torino che ha definito 'discriminatorio' il bando affitti della regione Valle d'Aosta. "Ora auspichiamo - si legge nella nota - che la Giunta regionale dia immediata esecuzione all’ordinanza e che informi i richiedenti, che erano stati esclusi, della possibilità di ripresentare domanda".

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