'Ndrangheta:giudici, pericolosità sociale Raso risale a 2009

'Sproporzione tra beni e redditi dichiarati'

   Esiste "una pericolosità sociale qualificata risalente quanto meno all'inizio del 2009 ed attualissima di Raso Antonio". Lo si legge nel decreto della sezione misure di prevenzione del tribunale di Torino, che ha disposto nei confronti del ristoratore aostano - oltre alla confisca di diversi beni - la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per quattro anni una volta che sarà tornato in libertà.
    Il fatto che nel capoluogo valdostano ci fosse una "risalente radicazione di metastasi 'ndranghetiste" rende "inverosimile una repentina ascesa del Raso al ruolo" di promotore della locale di Aosta. Così i giudici di Torino (presidente Giorgio Gianetti) motivano l'epoca (il 2009) a cui risale la presunta pericolosità sociale di Raso, riferendosi a quanto accertato dal tribunale di Aosta nella sentenza Geenna.
    Riguardo alla confisca, i magistrati ritengono "definitivamente accertata una sproporzione ingiustificata tra i beni per i quali si propone il sequestro e i redditi dichiarati ovvero l'attività economica" di Raso "e del suo nucleo familiare". In dettaglio, il provvedimento riguarda le quote della società che gestisce il ristorante La Rotonda appartenenti a Raso, un appartamento, un'autorimessa, due autovetture, tre conti corrente (dei quali uno al 50%) e il saldo attivo di due carte prepagate.
    La difesa ha annunciato che proporrà appello. 

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