Il "dragone" della speranza contro
il tumore a colpi di pagaia con accanto l'airone ormai diventato
la mascotte: succede sul Tevere a Città di Castello dove si
rinnova il progetto "Dragon boat", la maxi-canoa per le donne
operate al seno.
La canoa da venti posti (lunga 12 metri e larga uno) deve il
suo nome alla testa di drago sulla punta dell'imbarcazione, e
che è particolarmente indicata per la riabilitazione delle
donne operate al seno.
Il progetto ideato da, Rossella Cestini, scomparsa lo
scorso anno (a lungo apprezzato amministratore pubblico locale e
regionale, particolarmente attiva nel sociale e nella scuola) è
nato nel 2016 - ricorda il Comune di Città di Castello in una
nota - dalla collaborazione tra associazione Altotevere contro
il cancro, gruppo di auto mutuo aiuto "Farfalle", Regione,
Federazione Italiana Canoa-Kayak, Canoa Club Città di Castello
ed Usl Umbria 1, insieme a Comune e Coni Umbria.
L'idea è di
mettere a disposizione le strutture del centro federale e campo
gara del canoa e portare in acqua in una lunga canoa le donne
che hanno avuto dei problemi a livello oncologico al seno e sono
reduci da interventi chirurgici ed in prossimità di sottoporsi
ad un periodo di riabilitazione.
"E' utile per la riabilitazione ma soprattutto ci aiuta a
superare l'impressione di essere malate.
Il dragon boat è un
modo per tornare a sentirci sane e condividere il nostro
percorso di vita con altre donne e persone che ci sono vicine",
ha spiegato Daniela Belsoli, portavoce delle "farfalle"
dell'associazione Altotevere contro il cancro, guidata dal
presidente, Italo Cesarotti.
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