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Regeni: Tajani, da Egitto serve collaborazione più fattiva

'Non c'è giustizia senza verità ma il dialogo è necessario'

L'Italia "farà di tutto per eliminare gli ostacoli, negli incontri al Cairo ho intravisto una disponibilità diversa dell'Egitto anche se il processo attraversa una fase di stallo. Continueremo a monitorare quanto l'Egitto farà in futuro, vedremo se alle parole seguiranno i fatti. Non c'è giustizia senza verità". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani risponde, al Question time alla Camera, su Giulio Regeni nell'anniversario della sua scomparsa in Egitto, sette anni fa. "Serve una più fattiva collaborazione - ha detto Tajani - a cominciare dalla notifica degli atti di citazione ma non possiamo prescindere dal dialogo".


 "Voglio - ha detto il ministro rispondendo ad un'interrogazione del Pd - proprio oggi riconfermare la vicinanza mia e del governo alla famiglia Regeni, che ha diritto che si faccia luce e che i responsabili vengano processati e puniti". Tajani ha sottolineato l'importanza della sua missione in Egitto, dove ha incontrato anche Al Sisi, "un Paese di grande importanza su vari dossier, dalla lotta al terrorismo all'energia. Siamo convinti che con il Cairo vanno tenuti aperti i canali di collaborazione come fanno i nostri alleati. Ma questo non farà venire meno l'impegno corale del governo per continuare ad esigere la verità sull'uccisione di Regeni ormai 7 anni fa". Anche su Patrick Zaki, lo studente egiziano dell'università di Bologna detenuto al Cairo, Tajani ha affermato che "continueremo a lavorare con discrezione e collaborazione".  

"Ad Algeri il presidente Meloni ha discusso delle potenzialità del Transmed, a Tunisi ho valorizzato l'approvazione del progetto Elmed, dall'Egitto nel 2023 ci aspettiamo tre miliardi di metri cubi di gas. Con queste ed altre iniziative l'Italia punta a diventare un hub energetico". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel Question time alla Camera. "Il Mediterraneo - ha detto Tajani - è lo snodo centrale della politica estera italiana, crocevia millenario di rapporti. Il governo italiano punta ad essere sempre più protagonista, altrimenti i vuoti lasciati saranno colmati da altri, con questo obiettivo si inquadrano le missioni mie e della premier con nuove tappe a breve in tutto il Mediterraneo". Tajani ha ribadito che i flussi di immigrati irregolari vanno contrastati "con un maggior impegno dei Paesi di origine" e che "la stabilizzazione della Libia è cruciale, bisogna compiere ogni sforzo perché ci siano elezioni entro il 2023 in linea con la mediazione Onu che l'Italia sostiene convintamente".

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