Open Arms chiede aiuto a Spagna, Francia, Germania

Sassoli chiede a Juncker di intervenire. Viminale: 'Migranti a bordo sono sotto la responsabilità di Madrid'

 La nave umanitaria spagnola Open Arms, che si trova da una settimana nel Mediterraneo centrale in attesa di un porto sicuro dove sbarcare 121 migranti, ha chiesto aiuto direttamente a Spagna, Francia e Germania per trovare una soluzione. La Open Arms ha fatto sapere di avere inviato lettere ai tre governi perché chiedano alla Commissione europea di trovare una soluzione. La nave si trova attualmente vicino all'isola di Lampedusa, dopo che le è stato rifiutato l'ingresso a Malta e in Italia. "Ribadiamo ancora una volta l'urgenza di avere un porto sicuro dove possiamo sbarcare questa gente", ha detto Anabel Montes, capo missione per la Open Arms. 

"La Open Arms - sottolineano fonti del Viminale -  è una nave che batte bandiera spagnola e, di conseguenza, " migranti che sono a bordo sono sotto la diretta responsabilità di Madrid. La linea del governo non cambia e, dunque, non verrà concesso l'ingresso nelle acque italiane alla nave anche a fronte del ricorso presentato dalla Ong alla procura dei minori". Una mossa, quella di rivolgersi alla magistratura italiana, che - dicono dal ministero - "non si comprende, a meno che non si voglia mettere in pratica l'ennesima provocazione per portare i migranti nel nostro paese, magari dopo aver precostituito le 'condizioni di necessità'" tenendo i naufraghi in mare aperto per giorni e giorni". La stessa strategia, dicono ancora le fonti, seguita dalla comandante di Sea Watch Carola Rackete "prima di speronare una motovedetta della Guardia di Finanza".

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli in una lettera indirizzata al leader della Commissione Ue Jean Claude Juncker rivolge un appello per il caso della nave Open Arms chiedendo che sia "coordinato un intervento umanitario rapido", con "un'equa redistribuzione dei migranti". "La situazione è grave e merita un'azione tempestiva - scrive Sassoli - anche perché, come sa bene per formazione e sensibilità, i poveri non possono aspettare. Il Parlamento europeo, come tante volte, sosterrà il Suo sforzo". Sassoli invita Juncker a coordinare l'intervento "per Hortensia, una donna ustionata con la benzina per sfuggire al suo aguzzino. Se l'Europa non saprà proteggere quella donna e i suoi compagni alla ricerca di una vita migliore - afferma - significherà che avremo perso l'anima oltre che il cuore". Nella lettera si legge inoltre: "Come spesso avviene da quando la parola del Parlamento europeo sulla riforma del Regolamento di Dublino non è stata ascoltata, la vita di povera gente raccolta in mare si ritrova costantemente al centro di strumentalizzazioni e polemiche fra governi. Ad ogni nave che arriva in acque europee si ripete la stessa scena e si riaprono le stesse polemiche. In questi giorni vi è il caso della nave Open Arms, con 121 persone a bordo, che non sa dove dirigersi. L'opera di supplenza che in questi anni la Commissione europea ha svolto è stata meritoria, in linea con i valori dell'Unione e con i dettami delle Convenzioni internazionali. Ma in questo caso non vi sono indicazioni. E a bordo, dalle notizie riferite dalla stampa, vi sarebbero anche 31 minorenni, fra cui 2 gemellini etiopi di 9 mesi, e donne che portano sulla loro pelle i segni indelebili di violenze e soprusi". "Se l'Unione si mostrasse indifferente sarebbe come aggiungere sofferenza a sofferenza e sono certo che questo non sia lo stato d'animo dei custodi dei Trattati europei - si spiega nella missiva -. Alla Commissione da lei presieduta si è chiesto molto in questi anni e l'impegno mostrato in tante vicende ha riscattato anche la nostra identità di europei. In un momento in cui sembra prevalere l'egoismo possiamo solo fare fino in fondo il nostro dovere".
   

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