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Tav, il prof Ponti: "Nessun atteggiamento ideologico, noi neutrali"

Tav, il prof Ponti: "Nessun atteggiamento ideologico, noi neutrali"

Appello dei governatori del Nord: "L'opera va fatta, crea sviluppo"

13 febbraio 2019, 19:41

Redazione ANSA

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Marco Guido Ponti in commissione - RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Guido Ponti in commissione - RIPRODUZIONE RISERVATA
Marco Guido Ponti in commissione - RIPRODUZIONE RISERVATA

Nel parere dell'analisi costi-benefici sulla Tav non c'è stato "alcun atteggiamento ideologico". Lo ha detto il professor Marco Guido Ponti in audizione alla commissione Trasporti della Camera sull'analisi costi-benefici per la Tav. "La neutralità del gruppo di lavoro - ha detto - è come quella di un medico che vede il quadro clinico di un paziente con radiografie e analisi e lo vede molto ammalato. Se il medico è coscienzioso, allora risponde che il paziente è molto ammalato".

Ramella, non è inutile, ma troppo pochi benefici  - "E' sbagliato dire che il progetto è inutile. Nessun progetto è totalmente inutile. Ogni progetto ha dei benefici, qui ci sono per i passeggeri". Però "sono troppo pochi per giustificare" l'investimento. Lo ha detto il professor Francesco Ramella, membro del gruppo di lavoro che ha realizzato l'analisi costi-benefici sulla Tav, in audizione alla commissione Trasporti della Camera insieme al professor Marco Guido Ponti.

Governatori del Nord: "Tav va fatta, crea sviluppo"  - Sono unanimi i governatori delle Regioni del Nord sul 'sì' alla Tav e contro l'analisi costi-benefici. Per Sergio Chiamparino, Giovanni Toti, Attilio Fontana e Luza Zaia, intervistati dal Corriere della Sera, lo sviluppo che può derivare dall'opera non è misurabile a priori. Il governatore del Piemonte, Chiamparino, critica il metodo d'analisi: "quando vedo che alla voce 'costi' vengono inseriti i mancati introiti per il consumo di carburante penso di essere finito nel mondo al contrario", "come si fa a definire costo quello che ad ogni evidenza è un beneficio per l'ambiente?". Quello ligure, Toti, contesta "in radice l'idea di affidare a una istanza tecnica una valutazione che, per i mille aspetti che chiama in causa, tocca ai politici", perché "le infrastrutture servono a creare uno sviluppo per sua natura indefinito nell'immediato", "certo, mi auguro che la Lega tenga fede al suo dna di forza che difende le ragioni del Nord produttivo". I due governatori leghisti, Fontana e Zaia, legano l'opera allo sviluppo del territorio. "Resto dell'idea che ho sempre avuto - dice il presidente della Lombardia, Fontana -: la Tav si deve fare perché alla sua realizzazione è legato lo sviluppo del Nord", e "valutare i benefici che può apportare una infrastruttura non è come fare un'analisi di laboratorio. La Tav serve a collegare ancor di più il nostro Paese all'Europa. I benefici che ne possono derivare non si possono calcolare a priori". Il governatore veneto Zaia teme che il no abbia un "impatto negativo" sulle economie di tutto "l'asse padano", perché "i traffici con l'area danubiano-balcanica si sposteranno inevitabilmente a Nord delle Alpi".

Il prof Coppola: "Le mie obiezioni sul 'metodo Ponti' "- "Ho fatto presente al ministro Toninelli alcune obiezioni di merito sul metodo seguito dai miei colleghi" nell'analisi costi-benefici sulla Tav. Lo precisa - in un'intervista al Corriere della Sera - Pierluigi Coppola, professore di ingegneria dei trasporti a Torvergata, tra i sei componenti della commissione sulla Torino-Lione presieduta da Marco Ponti. Sull'analisi manca la sua firma perché, spiega, "non condivido la metodologia utilizzata". "Si tratta - dice - di un assemblaggio di approcci diversi. In alcuni punti si seguono le linee guida della Commissione europea. Poi si passa a un altro metodo, molto più inusuale", è "il metodo del professor Ponti". "Non mi esprimo sulla sua validità. Ho espresso la mia opinione in una nota consegnata al ministro", ma - aggiunge - "ho forti ragioni di perplessità sul metodo usato per l'analisi costi-benefici, e quindi anche sui risultati che ha prodotto". Tra queste "l'inserimento nei costi del mancato incasso delle accise sui carburanti", "una procedura inedita". In commissione "ci sono stati confronti piuttosto serrati, a causa di una evidente differenza di impostazioni". Uno contro cinque? "Sì, è così". Allora perché ha accettato di entrare in questa commissione? "Per una scelta del ministro. Molte altre analisi, a cominciare da quella sul Terzo valico, sono state assegnate al gruppo diretto da Ponti. Io sono stato inserito per produrre un secondo parere" ed "esiste un mio parere che ho scritto di mia iniziativa per consegnarlo al ministro".

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