• L'appello di Latifa: 'Londra riapra il caso sul 'rapimento' di mia sorella'

L'appello di Latifa: 'Londra riapra il caso sul 'rapimento' di mia sorella'

La lettera della principessa 'prigioniera' evoca un fatto oggetto d'indagine nel 2001

Nuovo appello della principessa Latifa, figlia del ricchissimo e potente emiro di Dubai, Mohammed Rashid al-Maktoum, dopo i video disperati fatti arrivare nei giorni scorsi alla Bbc nei quali aveva denunciato d'essere di fatto "ostaggio" del padre in un villa dopo un fallito tentativo di fuga datato 2018, di temere per la propria vita e di volere solo la libertà.

Stavolta il messaggio arriva alla Bbc attraverso una lettera in cui la stessa Latifa chiede alla polizia e alle autorità britanniche di riaprire le indagini sul presunto "rapimento" della sorella Shamsa, che sarebbe stata fatta a sua volta riportare con la forza dall'emiro in patria più di 20 anni fa mentre studiava a Cambridge. La vicenda di Shamsa, maggiore di Latifa di tre anni e oggi 38enne, ma 18enne al momento dei fatti, è nota e fu all'epoca indagata dalla Cambridgeshire Police, che nel 2001 chiuse però il fascicolo con un non luogo a procedere: fra non pochi sospetti d'insabbiamento dettato da ipotetiche pressioni politico-diplomatiche. 

Ora nella missiva attribuita a Latifa - i cui video hanno suscitato nei giorni scorsi allarmi e proteste da parte di organismi dell'Onu, malgrado le rassicurazioni ufficiali di rito delle autorità emiratine, e sono stati definiti inquietanti pure dal governo di Boris Johnson, al vertice di un Paese che come gli Usa ha legami strettissimi col Paese del Golfo - chiede di riprendere l'inchiesta. "Tutto ciò che vi domando è di dare attenzione a questo caso poiché il vostro aiuto potrebbe restituire la libertà a Shamsa che ama davvero l'Inghilterra e conserva i ricordi più cari del periodo trascorsovi", si legge nel testo. La principessa Shamsa dal 2001 non è più stata rivista in pubblico: si ritiene viva appartata e sorvegliata negli Emirati Arabi Uniti. 
   

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