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New York come Atlantide

Isole spazzate via e città sommerse dal mare. New York come Atlantide in meno di 200 anni. Bye bye anche a Miami e New Orleans, il loro futuro è ormai segnato: finiranno sott'acqua qualunque sia l'impegno di oggi o del futuro per fermare il riscaldamento globale. Da Tokyo a Londra passando per Rio de Janeiro e Sydney, per arrivare ai più poveri Paesi asiatici, il mondo potrebbe perdere molte città e mettere in fuga 150 milioni di persone che vivono in aree costiere 'basse', a non più di un metro sopra il livello del mare. Il riscaldamento degli oceani, lo scioglimento delle calotte in Groenlandia e in Antartide e la fusione dei ghiacciai montani accelerano e portano con sé questa grave minaccia.

Dal 1992 ad oggi il mare è salito in media di 8 centimetri, ed entro la fine del secolo la crescita potrebbe sfiorare il metro. La Nasa avverte che la velocità con cui le acque salgono è aumentata rispetto ad appena 50 anni fa, e in futuro "probabilmente andra' peggio". Studiando i dati satellitari degli ultimi 23 anni, gli esperti hanno registrato una crescita del mare non uniforme: in alcune aree della Terra l'aumento è stato di 25 centimetri, mentre in altre, tra cui la costa ovest degli Usa, si è verificato un abbassamento dovuto alle correnti oceaniche e a cicli naturali. Nel 2013 l'Ipcc delle Nazioni Unite ha stimato fra i 30 e i 90 centimetri l'innalzamento del livello del mare entro il 2100. Che il livello si alzerà di poco meno di un metro Steve Nerem, a capo del Sea Level Change Team della Nasa, è abbastanza certo; sul quando dice che può anche accadere oltre la fine di questo secolo.
Negli ultimi 10 anni, stando ai satelliti, l'Antartide ha perso in media 118 miliardi di tonnellate di ghiaccio all'anno; la calotta della Groenlandia addirittura 303 miliardi.

Se poi bruciassimo tutte le riserve di combustibili fossili del Pianeta a cui possiamo attingere, immettendo in atmosfera 10mila miliardi di tonnellate di CO2, l’intera calotta antartica collasserebbe, e di conseguenza il livello del mare salirebbe di 50-60 metri sommergendo le case di oltre un miliardo di persone. Uno scenario non a breve termine, si parla di un arco temporale di centinaia di secoli, ma l'avvertimento lanciato dagli scienziati appare chiaro: occorre passare alle energie rinnovabili, scrivendo la parola fine su petrolio, carbone e gas naturale.

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