Coronavirus: in primo trimestre boom minibond +72%

Osservatorio Polimi, imprese esplorano finanza alternativa

(ANSA) - ROMA, 18 GIU - La crisi economica causata dall'epidemia Covid 19 spinge i minibond: da un'indagine su 22 società finanziarie del Politecnico di Milano emerge che sono 86 le emissioni nel primo semestre 2020 (+72% sul 2019). "La necessità impellente di liquidità ha spinto numerose imprese, che non hanno trovato risposte veloci da parte delle banche, a esplorare nuovi percorsi di finanza alternativa" spiega Giancarlo Giudici, responsabile dell'Osservatorio minibond.
    Anche il controvalore è aumentato, benché non con la stessa intensità: 270,55 milioni di euro contro 220,8, cioè il 22% in più.
    "Stanno avendo un buon successo anche le operazioni di sistema, come i basket-bond e i pluri-bond, che raggruppano più emittenti. La nuova opportunità di collocare i titoli emessi dalle SpA sui portali di crowdfunding ha consentito poi un'ulteriore accelerazione del mercato" aggiunge Giudici.
    I minibond sono titoli di debito emessi da società italiane non finanziarie (società di capitale o cooperative) di importo inferiore a 50 milioni di euro, non quotati su listini aperti agli investitori retail.
    In totale, da novembre 2012 al 31 dicembre 2019 sono state 536 le imprese italiane che hanno collocato minibond, tra cui 314 PMI (il 58,6%). L'anno 2019 ha contribuito al totale con 183 emittenti, di cui il 69,4% SpA, il 28,4% Srl e il 2,2% società cooperative, percentuali stabili rispetto al 2018. Il volume dei ricavi invece è molto variabile: 54 emittenti (29,5%) fatturavano meno di 10 milioni di euro prima del collocamento.
    E' la manifattura che finora ne ha fatto maggiormente ricorso (44,3% del campione) con una netta prevalenza delle imprese in Lombardia con 41 emittenti (il 22,4% su scala nazionale), Veneto e Trentino-Alto Adige, grazie ad alcune operazioni di sistema come i Trentino Bond e i Pluri Bond Turismo Veneto Spiagge, e anche delle regioni al Sud.
    Quanto alle motivazioni del collocamento, al primo posto ancora l'obiettivo di finanziare la crescita interna dell'azienda (62,1%) e di ristrutturare le passività finanziarie (12,7%), di seguito il bisogno di alimentare il ciclo di cassa del capitale circolante (PMI) e le strategie di crescita esterna tramite acquisizioni (grandi imprese). (ANSA).
   

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