Confindustria, la sfida dei giovani. Alessio Rossi: 'Noi visionari'

Under40 scelgono nuovo presidente. 'Sta tornando la voglia di impresa'

I Giovani Imprenditori di Confindustria scelgono il leader per il prossimo triennio: la sfida è tra il vicentino Eugenio Calearo Ciman ed il palermitano Riccardo Di Stefano. Per Alessio Rossi scade un mandato che per statuto non è rinnovabile: "Ho iniziato il 5 maggio 2017, era un mondo completamente diverso. Adesso il compito fondamentale non è quello di ricreare quello che c'era prima ma quello di inventare e costruire quello che sarà il futuro. Per me è stata una esperienza entusiasmante, dal punto di vista personale, umano, professionale. Sono stato arricchito dal confronto con tante persone come non avrei mai immaginato. Ho avuto la possibilità di far crescere i Giovani Imprenditori nei numeri e credo anche nella qualità. Abbiamo affrontato sfide e lanciato temi innovativi che ora sono al centro del dibattito".

'Ora costruire le basi del futuro, è un nuovo mondo'

Imprenditore di prima generazione, romano, Alessio Rossi descrive così l'impegno continuo di proposta e di stimolo degli industriali under40: "Siamo stati in qualche modo dei visionari", dal parlare per primi di "tagli del cuneo fiscale a favore dei lavoratori e non delle imprese", o di sostenibilità "anche finanziaria e generazionale", o di smart working.. L'elenco dei temi lanciati in tre anni di lavoro è lungo. E con una voce indipendente: "Non sono stati sempre condivisi con tutta Confindustria". Ora, "il presidente che verrà dopo di me avrà il compito importante di costruire le basi di questo nuovo mondo che stiamo iniziando a percepire dopo la pandemia. Noi dobbiamo essere la crescita e lo sviluppo ma dobbiamo essere anche il collante della coesione sociale: sarà molto importante nei prossimi mesi".

Quali soddisfazioni al termine di questo percorso? E quali, eventualmente, anche le amarezze nel confronto, difficile come appare in questi giorni, tra industriali e politica? "La maggiore soddisfazione è la riconoscenza e la partecipazione che ho visto negli occhi, nelle parole, nei gesti dei giovani imprenditori che ho incontrato e con cui ho condiviso questo percorso. Un dispiacere è sicuramente quello di vedere che non sempre i Governi del nostro Paese hanno prestato la dovuta attenzione al mondo dei giovani ed al futuro del nostro Paese, questo è un rammarico. Personalmente rifarei tutto quello che ho fatto".

Esperienza positiva. Ma Paese lento, non attento ai Giovani

Per questa esperienza, è un Paese che ascolta, che può cambiare, o si combatte di fronte ad un muro? "La mia esperienza è positiva. Però è un Paese che cambia troppo lentamente, non cambia alla velocità con cui cambiano le imprese e non cambia alla velocità che serve alle imprese. Questa ovviamente non è una promozione a pieni voti del Paese che ho conosciuto e con cui ci siamo confrontati. Ma ho trovato un gruppo di Giovani Imprenditori che ha sempre più voglia di fare, e vedo anche che anche nel nostro Paese è tornata un po' di voglia di fare impresa nonostante il contesto non sia dei più favorevoli. E soprattutto nei giovani Lo vediamo nel numero di start up". Ora il voto per il nuovo presidente degli industriali under 40.

Riccardo Di Stefano (INTERVISTA), classe 1986, palermitano, ha preso a 26 anni le redini dell'azienda di famiglia, l'Officina Lodato, nell'impiantistica civile e industriale. Da tre anni è vicepresidente dei Giovani Imprenditori con una delega all'education ed al capitale umano.

Eugenio Calearo Ciman (INTERVISTA), classe 1982, vicentino, imprenditore di terza generazione, nel sistema associativo è un figlio d'arte, ha vissuto in famiglia l'esperienza del padre, Massimo, presidente di Federmeccanica dal 2004 al 2008. E' stato il leader dei giovani di Vicenza e, dal 2017, è il presidente degli industriali under 40 del Veneto.

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