• La battaglia di Patuanelli: 'Il sistema Nutriscore è un pericolo reale'

La battaglia di Patuanelli: 'Il sistema Nutriscore è un pericolo reale'

Il ministro respinge l'uso dell'etichettatura a 'semaforo' nata in Francia

Affondo del ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli  in audizione alla Commissione Agricoltura della Camera, sulle linee programmatiche del suo dicastero. "Il sistema a batterie è nato per contrastare il sistema a semaforo Nutriscore (indicatore del livello di zuccheri, grassi e sale di un prodotto, calcolati su una base di riferimento di 100 grammi) è inconcepibile, ingiustificato e inaccettabile. Voglio essere chiaro: è una battaglia che l'Italia deve fare come sistema Paese. L'obiettivo è dare informazioni veritiere ai cittadini. Il sistema Nutriscore è un pericolo reale che potrebbe compromettere il sistema agroalimentare italiano". 

"Da lunedì - ha aggiunto Patuanelli - al prossimo Consiglio Europeo, ribadirò la posizione italiana. Dobbiamo lavorare con altri partner europei per dare maggior consenso possibile. La cruda realtà è che le esportazioni italiane coprono mercati che fanno gola ad altri e vuol essere utilizzato il sistema Nutriscore per portare via quella parte di grande capacità del nostro paese di esportare prodotti con alto valore aggiunto a favore di chi invece non ha accesso a quei mercati. E pur di colpirle - ha concluso - si è pronti a colpire la dieta mediterranea, riconosciuta Patrimonio immateriale dell'umanità dall'Unesco".

"Come Italia - ha sostenuto nei giorni scorsi il sottosegretario alle Politiche agricole, Francesco Battistoni - proponiamo il sistema a batteria, che valuta non i singoli cibi, quanto piuttosto la loro incidenza nell'alimentazione, perche' riteniamo sia giusto mettere in evidenza la percentuale di alcuni elementi nutritivi rispetto alla quantita' giornaliera raccomandata. Ma il Nutriscore no, sarebbe fuorviante". 

Nel corso dell'audizione alla Commissione Agricoltura della Camera i senatori della Lega a partire dal capogruppo Giorgio Maria Bergesio con il Presidente di Commissione Gianpaolo Vallardi ed i colleghi Gianfranco Rufa, Rosellina Sbrana e Cristiano Zuliani hanno chiesto di "fare immediatamente chiarezza sulla posizione di Walter Ricciardi in merito ad un presunto appello francese da lui firmato a favore del Nutriscore, quindi in palese contrasto con l'azione di Governo che ha aderito al sistema Nutrinform. Se davvero il Consigliere del Ministro Speranza ha firmato per sostenere un sistema che danneggia eccellenze del Made in Italy ed i produttori italiani, si dimetta". 

"Se fosse vero - ha aggiunto  il leader della Lega Matteo Salvini - che il consulente del Ministro della Saluteha firmato un appello francese in favore del Nutriscore, in opposizione al sistema Nutrinform a cui ha aderito il Governo Italiano, si dimetta dal suo incarico". 

LA POSIZIONE ITALIANA - Il 21 gennaio 2021 il Mise, ministero dello Sviluppo economico, ha pubblicato il manuale d'uso della NutrInform battery. Il documento che fornisce le linee guida per le aziende sul sistema di etichettatura proposto dall'Italia. La NutrInform Battery e' entrata ufficialmente in vigore in Italia a dicembre 2020 ed e' in discussione a livello europeo come proposta alternativa al Nutriscore, un sistema che contrassegna i cibi come salubri o insalubri attraverso un colore e a cui l'Italia e' fortemente contraria perche' antiscientifico e in contrasto con le basi della dieta mediterranea.

LA POSIZIONE DEL CREATORE DEL NUTRISCORE - "Il Nutriscore non e' assolutamente contrario alla dieta Mediterranea, anzi e' totalmente in accordo con essa", continua Hercberg mostrando esempi della classificazione di alcuni alimenti. Dire che l'etichetta minaccia l'olio e i prodotti tradizionali italiani "sono miti diffusi dalle lobby", osserva l'accademico d'Oltralpe Serge Hercberg,  considerato il 'padre' della etichettatura a colori francese. "L'olio d'oliva si classifica C" (colore giallo), "il miglior punteggio per i grassi aggiunti e gli oli vegetali - prosegue - totalmente coerente con la dieta mediterranea!". E' il Nutrinform (sistema italiano a batteria) a essere "senza basi scientifiche" e "sostenuto dalle lobby italiane (Coldiretti, Federalimentare)", mentre "il Nutriscore ha un background scientifico ed e' al servizio dei consumatori".

LA SITUAZIONE IN EUROPA, DAL SISTEMA AL 'SEMAFORO' A QUELLO A 'BATTERIA' - Secondo le norme Ue, regimi di etichettatura nutrizionale come il semaforo possono essere adottati solo in modo volontario. Una situazione che ha portato in Europa a una vera e propria giungla di interventi.
- Regno Unito. Ha un sistema a tre colori per visualizzare il tenore di grassi, sali e zuccheri per porzione di 100 grammi o millilitri. E' volontario sulla carta, ma nella pratica e' adottato dal 98% della grande distribuzione d'Oltremanica.
- Francia. Parigi sta per adottare il NutriScore, una scala di cinque colori che vanno dal verde al rosso secondo parametri quali l'apporto calorico, il contenuto di zuccheri, grassi saturi e sale, per 100 grammi. L'etichetta e' stata scelta tra quattro diverse tipologie, dopo una sperimentazione iniziata nel settembre 2016 e durata 10 settimane in 60 punti vendita di quattro regioni francesi. Secondo il governo di Parigi la NutriScore, che segnala anche la presenza di componenti "buoni" per la salute come frutta o legumi, si e' rivelata piu' efficace a informare in modo equilibrato in consumatori.
- Belgio. Fonti del governo federale belga hanno manifestato interesse all'approccio francese.

Nel mercato unico europeo esistono sistemi di etichettatura nutrizionale che non danno "cartellini rossi", ma si basano su una classificazione positiva, come l'etichetta "keyhole" in vigore nei Paesi scandinavi - Svezia, Norvegia e Danimarca. La keyhole ha solo il verde, a indicare prodotti salutari, riconosciuti sulla base di precisi requisiti. Sei multinazionali dell'agroalimentare hanno
comunicato di aver incaricato un team di esperti di studiare un'etichetta "armonizzata a livello Ue" che intende utilizzare i colori per grassi, sali e zuccheri, ma non sulla base di quantita' uguali per tutti gli alimenti, quanto sulle "porzioni di riferimento", sviluppate dall'industria alimentare Ue per ogni specifico prodotto. 

 

   

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